Tondelli, sonno e poi corsa per celebrarlo

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Gli anniversari tondi di personaggi più o meno famosi sono l’imperdibile occasione che da il là a un florilegio di iniziative celebrative. Alcuni le meritano, altri un po’ meno. E fin qui nulla di male. Accade però che all’improvviso qualcuno si svegli dal lungo sonno e voglia metterci il cappello sopra. Noi non siamo mai stati tondelliani, ma è del trentesimo anniversario della morte di Pier Vittorio Tondelli (1955-1991) che stiamo parlando; lo abbiamo apprezzato con l’uscita di “Altri libertini”, nel 1980, come l’adattamento teatrale del 1986, e poi il resto della sua produzione l’abbiamo recuperata molti anni dopo. Con l’eccezione della raccolta di colonne allegato al n. 8/1993 di “Rockstar”, la rivista con cui collaborò dal 1985 al 1989 curando la rubrica Culture Club (sì proprio lo stesso nome della band di cui era leader Boy George… qualcuno storcerà il naso).

Nel 1985 «ebbe così inizio – scrive Beppe Videtti, l’allora direttore, nelle note introduttive – un periodo di magica comunicazione “da cuore a cuore” tra l’autore e i nostri lettori». Una lettura rivelatrice sia della sua sensibilità sia della profonda leggerezza della sua scrittura.

Però, e riprendiamo il discorso interrotto, siamo stati attenti, in queste tre decadi, agli anniversari tondi riguardo lo scrittore-giornalista correggese, ma nel reggiano, se la memoria non ci tradisce, solo la sua cittadina natale, dove c’è il centro di documentazione a lui intitolato, gli ha riservato particolari attenzioni. Ma sempre attenzioni post mortem.

A Reggio Emilia la sola Libreria del Teatro di Nino Nasi, con il suo popolo “freak”, era un’enclave deviante in una realtà conformista secondo i “freak” che la bazzicavano, in cui Tondelli aveva trovato la sua heimat. Ed è proprio nella Libreria che Roberto Freak Antoni, il fondatore degli Skiantos e del rock demenziale italiano, in una intervista del 2013 di Nicola Fangareggi, racconta del suo incontro con Tondelli a Bologna e della loro collaborazione. E qui divaghiamo temporalmente, per atterrare ancora un anno indietro, il 2012, sempre a Reggio Emilia dentro l’Hotel Posta in occasione della originale celebrazione della profezia Maya (quell’anno doveva essere l’ultimo…) andata in scena il 21 dicembre 2012, dalle ore 18… un’intervista (titolo “La morte non esiste”) ci rivela un Freak Antoni, partecipante alla Notte del Giudizio Universale, che non ti aspetti. Cercatela su Youtube e non ve ne pentirete.

La ripetuta citazione dell’artista bolognese (e di sfuggita dell’hotel Posta) non è casuale, perché lo ritroveremo insieme a Vasco Brondi, Walter Veltroni, Lindo Ferretti, Nicola Fangareggi e altri nel documentario “Ciao, Libertini! Gli anni Ottanta secondo Pier Vittorio Tondelli”, diretto da Stefano Pistolini, prodotto da Sky Arte, presentato alla Festa del Cinema di Roma e disponibile da giovedì 16 dicembre sulla piattaforma Sky.
Qui a Reggio, però, ai tondelliani è riservato, sabato 27 novembre alle ore 11, un’anteprima non del documentario, ovviamente, ma degli outtakes, quelle cose che fanno impazzire i musicofìli rock quando esce rimasterizzato e arricchito, appunto dagli outtakes, il loro album del cuore.

Questo primo assaggio è organizzato da Nicola Fangareggi, direttore di 24Emilia, con la partecipazione del circolo Arcigay Gioconda. L’Hotel Posta, in Piazza del Monte a Reggio Emilia, ospiterà la proiezione.




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