“Dall’inizio dell’attuale consiliatura, vale a dire da due anni e mezzo a oggi, la strategia dell’amministrazione locale di fronte a errori fatali è sempre la stessa: reazioni di chiusura a riccio da parte dei partiti del campolargo, interventi riparatori dietro le quinte su chi ha creato il problema, in paziente attesa che cali il silenzio e magari anche un po’ di nebbia”.
Così è stato, secondo i consiglieri comunali della lista civica Per Reggio Emilia Giovanni Tarquini e Carmine Migale e per Matteo Marchesini dell’Associazione Reggio Civica, “per tutti i tanti scivoloni: dal fallimento del Polo della moda alla gestione rovinosa degli effetti dell’incendio Inalca, dalle palesi irregolarità nelle nomine alla Fondazione Veneri alla paradossale delibera sull’agrivoltaico di Giarola, dall’invito senza senso alla decolonizzazione degli insegnanti all’offensiva istituzione dello sportello antirazzista, dal famigerato accordo sulla gestione del Park Zucchi alle incredibili nomine in violazione dello Statuto del nuovo consiglio di amministrazione di Acer, dall’assurda bocciatura del ddl Delrio sull’antisemitismo ai rincari ingiustificati della Tari, dal taglio del bosco di Ospizio alla vergogna del premio alla Albanese, dalla distribuzione delle pipette per il crack alla vergognosa ostinazione sulle bandiere palestinesi appese alla facciata del municipio, dalla desolante cancellazione dei banchetti della Giarèda all’azzeramento dei concerti estivi alla Rcf Arena, dalla strumentale beatificazione dell’occupazione di AQ16 ai desolanti interventi sui mercati cittadini, coperto e scoperti, e molto altro purtroppo”.
L’elenco, per Tarquini, Migale e Marchesini, “ahimè potrebbe essere ancora molto lungo e ogni giorno si arricchisce di nuove situazioni imbarazzanti. Ciò che però non si cancella, ma anzi prende sempre più forma e luce, è l’inadeguatezza di questo sindaco e di alcuni suoi assessori. Reggio Emilia è in un’evidente condizione di grande difficoltà. Lo dimostra, da ultimo, l’infelice gestione della visita degli insegnanti americani e israeliani a Reggio Children, in gran parte cancellata. Ma, ancor di più, lo dimostra la sua condizione di degrado, così come vediamo tutti anche solo facendo due passi nel nostro centro storico, un tempo considerato una bomboniera”.
L’accusa è chiara: “Siamo nelle mani di un’amministrazione di persone che oggettivamente non operano per il bene della collettività e che non sono in grado di salvaguardare quel patrimonio di valori culturali, sociali, storici, artistici e di capacità economiche espresse in decenni di duro lavoro e sacrificio e che hanno prodotto benessere e ricchezza collettiva. Il paradosso è che chi governa oggi, con danni recuperabili solo in parecchi lustri, è stato scelto e proposto proprio da quella parte politica che aveva consentito a Reggio di diventare una città modello per il suo sistema civile, culturale, imprenditoriale e socioassistenziale”.
Una scelta “rivelatasi profondamente sbagliata”, sostengono Tarquini, Migale e Marchesini, “perché dettata da un’arrogante sottovalutazione della velocità dei cambiamenti economici e sociali in atto e da accordi di bottega dove l’arte della mediazione politica è scaduta a logica di pura lottizzazione per la mera spartizione di poltrone e avamposti di potere”. Tutto questo, oltretutto, “sostenuto da una comunicazione aggressiva e mistificatoria tesa a screditare e demonizzare (con definizioni ingiuriose e anacronistiche) le opposizioni politiche, con il solo fine di annientare quel confronto democratico necessario per lo sviluppo equilibrato e civile del popolo e delle sue istituzioni”.
“In un Paese civile, l’opposizione incarna la necessaria proposta alternativa, fondata sugli stessi princìpi di democrazia che oggi sbandierano, unici garanti a loro dire, gli apparenti vincitori. Ma dal momento che questi ‘vincitori’ si sono rivelati pericolosi e dannosi per la città, è la stessa parte politica che ha dato loro questa immeritata investitura che deve porre rimedio”. Per farlo, concludono Tarquini, Migale e Marchesini, “non sono necessari proclami, azioni eclatanti o scuse pubbliche. Semplicemente questa amministrazione va mandata a casa perché sta portando la nostra città sempre più velocemente alla deriva”.






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