Ospizio, il caso dei 93 alberi abbattuti accende lo scontro politico. FdI accusa il Comune di inattività per dieci anni, l’amministrazione replica: “Nessuna smentita all’assessora”

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È scontro politico sul caso del taglio non autorizzato di 93 alberi avvenuto nel 2015 nell’area di Ospizio. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Cristian Paglialonga, accusa l’amministrazione comunale di non aver mai imposto il ripristino ambientale previsto dal regolamento del verde pubblico, nonostante la normativa lo renda possibile anche a distanza di anni.

La vicenda si riapre dopo che il segretario generale del comune, in un parere ufficiale, ha smentito le dichiarazioni rese in aula dall’assessora al verde, Carlotta Bonvicini. Quest’ultima aveva sostenuto che la sanzione accessoria fosse “assorbita” dagli interventi previsti nel piano di riqualificazione urbana (PRU) Ospizio e ormai prescritta. Secondo il segretario, invece, non esiste alcun atto formale che certifichi tale assorbimento e la sanzione di ripristino “non è prescritta, avendo natura permanente” come confermato da giurisprudenza della cassazione e del consiglio di stato.

Il documento evidenzia che, in dieci anni, l’amministrazione non ha mai intimato a Conad Centro Nord – proprietaria dell’area – di reimpiantare le alberature abbattute, e che la notifica del verbale del corpo forestale del 2015 non è mai stata seguita da un’ordinanza che imponesse l’obbligo di ripristino.

Paglialonga parla di “atto intollerabile di sfida alla normativa” e accusa la maggioranza, sindaco Massari compreso, di aver votato contro la mozione FdI presentata a luglio per applicare la sanzione accessoria: “Questa amministrazione si comporta come se fosse al di sopra della legge. Non ci fermeremo finché non sarà fatta giustizia”.

Dopo accessi agli atti e segnalazioni alla corte dei conti e alla procura, il comune ha annunciato che saranno piantumati 217 nuovi alberi a Ospizio, calcolati in base alle previsioni del regolamento del verde. Paglialonga chiede ora chiarimenti sul motivo per cui per dieci anni non sia mai stata avanzata richiesta di ripristino al trasgressore e se episodi simili possano essersi verificati in altri casi.

Sull’episodio, l’amministrazione comunale interviene precisando che “nel parere legale offerto dal segretario comunale, che ha risposto ai quesiti del consigliere di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga, non vi è alcuna smentita delle parole dell’assessora Bonvicini”.

Secondo il Comune, si tratta “di un’integrazione che approfondisce l’istruttoria, rilevando elementi di novità che non erano emersi in precedenza”.

Come riportato nelle premesse del parere stesso: «Si chiarisce che le attestazioni effettuate dall’assessore Bonvicini in merito alla prescrizione della sanzione accessoria sono state effettuate sulla scorta del rilascio informale di un primo parere reso dal sottoscritto che viene integrato con il presente atto».

L’amministrazione ribadisce infine di essere “impegnata a ricostruire i fatti del 2015 e ad agire contestualmente con gli strumenti normativi a disposizione”.



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