L’Upi (Unione Province italiane) dell’Emilia-Romagna e l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) regionale hanno espresso “profonda preoccupazione” per la drastica riduzione delle risorse inizialmente destinate alla manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale: il taglio dei fondi, deciso a Roma dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, servirà per finanziare il ponte sullo Stretto di Messina.
L’Emilia-Romagna risulta tra le regioni più colpite da questo de-finanziamento: tra il 2025 e il 2028, infatti, sono previsti tagli per oltre 66 milioni di euro, pari al 48% delle risorse inizialmente previste. Ancora più grave la situazione nel primo biennio 2025-2026, dove la riduzione raggiunge la quota del 70%, con 38,5 milioni in meno rispetto ai 55 milioni inizialmente stanziati.
“Siamo allibiti dai tagli che il governo ha disposto sulla manutenzione delle strade provinciali, che nella nostra regione rappresentano il reticolo fondamentale su cui poggia il sistema produttivo locale”, ha detto Giorgio Zanni, presidente di Upi Emilia-Romagna: “Quella operata dal governo è una scelta incomprensibile e scellerata, che respingiamo e contesteremo in ogni sede istituzionale, affinché possa essere rivista per il bene di tutti i cittadini emiliano-romagnoli”
I tagli, di natura lineare, interessano tutti i territori emiliano-romagnoli:
città metropolitana di Bologna: -6,8 milioni nel biennio 2025-2026, -11,8 milioni nel quadriennio 2025-2028;
provincia di Ferrara: -3,8 milioni (2025-2026), -6,5 milioni (2025-2028);
provincia di Forlì-Cesena: -4 milioni (2025-2026), -6,9 milioni (2025-2028);
provincia di Modena: -5 milioni (2025-2026), -8,7 milioni (2025-2028);
provincia di Parma: -4,1 milioni (2025-2026), -7 milioni (2025-2028);
provincia di Piacenza: -3 milioni (2025-2026), -5,1 milioni (2025-2028);
provincia di Ravenna: -4 milioni (2025-2026), -6,9 milioni (2025-2028);
provincia di Reggio: -4,9 milioni (2025-2026), -8,5 milioni (2025-2028);
provincia di Rimini: -2,7 milioni (2025-2026), -4,6milioni (2025-2028).
Upi Emilia-Romagna e Ance Emilia-Romagna hanno chiesto di ripristinare almeno le risorse già assegnate per il biennio 2025-2026, pari a 385 milioni di euro a livello nazionale, e che venga garantita agli enti territoriali la possibilità di attuare gli interventi già previsti, senza ulteriori incertezze o penalizzazioni.
Per Maurizio Croci, presidente di Ance Emilia-Romagna, “si tratta di una scelta che mette a rischio la sicurezza delle nostre strade, già segnate negli ultimi due anni dal dissesto causato dagli eventi alluvionali. Questo taglio rischia di bloccare interventi strategici programmati e per i quali è stata fatta la progettazione, quindi pronti da cantierare. A maggior ragione in un territorio come il nostro, che ancora sta facendo i conti con infrastrutture danneggiate, e in alcuni casi ancora inagibili, a seguito delle alluvioni. Colpire gli enti locali su un tema tanto delicato significa fermare non solo il regolare funzionamento delle infrastrutture, ma anche il loro sviluppo. La scelta preoccupa il settore anche sul fronte occupazionale, vista la contrazione del mercato dovuta alla progressiva chiusura delle misure straordinarie del Pnrr e dei bonus edilizi”.






Ultimi commenti
che in pratica nient'altro significa se non far pagare ai soliti noti (gia' abbondantemente vessati), costi che una massa di parassiti non puo' tirar fuori....
Già...Pantalon paga/il comune = pavone si fa bello con le piume nostre. Come sempre!
In realtà, direi che lo sciacallaggio è opera del c.d. centro sociale: privatizza gli introiti, tutti ad uso interno, mentre socializza le spese, scaricate sull'ignaro
però a dire certe baggianate una persona seria non sente un minimo di imbarazzo?
Cosa non sarebbe Reggio Emilia senza di lei. Futuro Sindaco ? Sindaca ? Sindac* ? o direttamente su uno scranno del Parlamento ?