Strage del 2 agosto 1980 alla stazione, Bolognesi: “Le sentenze inchiodano Meloni”

strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980

Dopo lo scontro a distanza dell’anno scorso con la presidente del consiglio Giorgia Meloni sulla presenza di esponenti post-fascisti nelle file nel governo, con l’avvicinarsi della ricorrenza (quest’anno cade il 45° anniversario) si rinfiamma la polemica sui processi relativi alla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Anche stavolta a rilanciare la questione è stato Paolo Bolognesi, presidente uscente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage, che è tornato sul botta e risposta del 2 agosto dell’anno scorso, che aveva visto protagonisti lui e la premier: “Nel momento in cui ho detto quelle cose, che emergono dalle sentenze e dai processi, c’è stato chi ha detto: ‘Ma non sono mica passati in giudicato'”, ha ricordato Bolognesi.

Adesso però, ha aggiunto, “sono passati in giudicato e poi ci sono tante altre cose passate in giudicato che inchiodano la presidente del consiglio, che diceva che parlare di una genesi dei terroristi attraverso il partito di destra Msi metteva a rischio l’incolumità del Consiglio dei ministri”.

Per Bolognesi “ce n’è una sfilza di terroristi che arrivano tutti dall’Msi; chi proteggeva Bellini erano senatori dell’Msi e via di questo passo, perciò che non rompano le scatole”.

Il riferimento è a Paolo Bellini, accusato di concorso in strage nell’ambito dell’ultimo processo sulla strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna. Lo scorso primo luglio i giudici della Corte di Cassazione hanno confermato, rendendola così definitiva, la sua condanna: per la giustizia italiana, dunque, anche l’ex esponente di Avanguardia Nazionale è da annoverare tra gli esecutori materiali dell’attentato che quella mattina di 45 anni fa causò 85 vittime e il ferimento di oltre 200 persone, in quello che è considerato ancora oggi il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra. Bellini, secondo i processi, agì in concorso con gli ex componenti dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari) Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Gilberto Cavallini e al loro complice di Terza posizione Luigi Ciavardini, tutti già condannati in precedenza.

Insomma, si preannuncia un altro 2 agosto caldo.