Dopo settimane di trattative dietro le quinte, Stati Uniti e Unione Europea hanno raggiunto l’accordo sui dazi al termine di un incontro tra le colline della Scozia sud-occidentale tra il presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Un incontro durato meno di un’ora e conclusosi di fatto – anche se il testo ufficiale dell’intesa non è ancora stato reso pubblico – con la conferma di quanto era stato concordata dai negoziatori delle due parti nei giorni scorsi: il dazio imposto da Washington all’Unione europea sarà del 15%.
Ma non è finita: l’Unione europea si è impegnata a garantire 600 miliardi di euro di investimenti ulteriori (rispetto a quelli già previsti) negli Stati Uniti e ad acquistare dagli Usa 750 miliardi di euro di energia (soprattutto gas naturale). Per i metalli industriali (acciaio e alluminio), invece, la tariffa prevista è del 50%.
Nonostante le numerose concessioni agli Stati Uniti, che hanno attirato molte critiche sull’accordo, considerato sfavorevole per l’Europa, secondo von der Leyen il bicchiere è comunque mezzo pieno: “Non dimentichiamo da dove siamo partiti”, ha spiegato la presidente della Commissione europea, ricordando che i dazi al 15% riguarderanno anche il settore dell’auto e i semiconduttori. Sui cosiddetti “prodotti strategici”, invece, nessun dazio.
Il punto più importante, ha sottolineato von der Leyen, è che l’intesa “ridarà stabilità” all’Europa in un momento in cui l’unione dei 27 cominciava a sentire il prolungarsi dell’incertezza derivante dai primi mesi della seconda presidenza Trump: si vedrà nei prossimi mesi a quale costo questo avverrà.






Grande accordo sui dazi, grande Europa Unita, siamo riusciti , per il momento, ad evitare che esportino Democrazia anche da noi.
A questo punto potrebbe pure scapparci la fornitura di vaselina gratuita.