L’esperienza dello sportello antirazzista di Reggio Emilia è pronta a cambiare faccia: a giugno, infatti, si conclude la fase di sperimentazione legata al progetto europeo Cities, che aveva consentito di avviarne l’attività. Nonostante i numeri irrisori di questi primi dieci mesi, “l’esperienza proseguirà”, precisa il Comune: lo sportello sarà attivo sempre in via Marzabotto, presso il Centro internazionale Mondinsieme, ma senza la gestione affidata fin qui alla cooperativa Dimora d’Abramo.
E proprio sull’effettivo impatto dell’iniziativa si concentrano le critiche di Letizia Davoli, consigliera comunale di Fratelli d’Italia: “Dopo la figuraccia iniziale, un altro clamoroso autogol: con i nuovi numeri del Comune, siamo passati dallo 0,017% di segnalazioni raccolte allo 0,001% di casi reali su tutta la città. Poco meno di due persone su 100.000. Se per l’assessora Mahmoud questo prova il razzismo dei reggiani, allora o non capisce la matematica o non conosce i suoi cittadini. In entrambi i casi, farebbe meglio a fare un dignitoso passo indietro e chiudere una volta per tutte quel ridicolo sportello antirazzista”.
“Restiamo sbalorditi dall’ostinazione ideologica del Pd reggiano, che accusa i propri cittadini di razzismo contro ogni evidenza scientifica”, continua Davoli: “È la solita realtà capovolta della sinistra: se i fatti smentiscono le tesi, si ignorano i fatti”. Ma per la consigliera “l’offesa non si ferma qui. Il primo sportello era finanziato con fondi europei, inclusi contributi italiani; ora, il nuovo sarà pagato interamente dai reggiani: non bastano le accuse, ci vuole anche il danno economico. Un paradosso folle, dove i cittadini finanziano un’iniziativa che li bolla come razzisti”.
“L’arroganza di questa giunta non ha limiti e si alimenta con l’imbarazzo per il totale fallimento del progetto: un capriccio da asilo Mariuccia che stavolta graverà sulle tasche dei contribuenti reggiani, cittadini onesti che cercano, nonostante un’amministrazione così incapace da diventare distruttiva, di portare da soli il peso di una città allo sbando”.
“Questa decisione scellerata”, conclude Davoli, “prova che il Pd è totalmente scollegato dalla realtà. Invece di proteggere i cittadini da una criminalità fuori controllo, la giunta si schiera con chi semina paura e insicurezza. Reggio è una città di persone perbene: qui lo sportello antirazzista non ha diritto di esistere”.
Parole alle quali si aggiungono anche quelle del capogruppo di Fratelli d’Italia in Sala del Tricolore Cristian Paglialonga: “L’assessora Mamhoud abbia il coraggio di presentarsi in consiglio comunale a giustificare questa nuova spesa guardandoci negli occhi. È vergognoso rifiutare aiuti alle famiglie reggiane in difficoltà con il caro scuola, cancellare servizi e sicurezza e poi sperperare risorse in iniziative ideologiche e inutili. Abbiamo sempre detto che l’immigrazione è un business per la sinistra, pagato caro dagli italiani: questo sportello lo conferma, affidato alla solita agenzia vicina al Pd, in questo caso la Fondazione Mondinsieme, dove l’assessora lavorava e da cui è in aspettativa non retribuita”.






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