Sicurezza. Salvini ai sindaci Pd: è legge, chi non rispetta ne risponde

“Incoerenza classica degli amici di sinistra: hanno applaudito il discorso di Sergio Mattarella per la fine dell’anno, che a me è peraltro molto piaciuto, e contestano un decreto firmato e promulgato dallo stesso Presidente della Repubblica”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nel corso di una diretta Facebook. “Il decreto è legge -ribadisce Salvini- si occupa di antimafia. Questi sindaci forse non gradiscono che abbiamo raddoppiato il personale, i poteri e i mezzi dell’Agenzia per i beni confiscati alla mafia? Il decreto si occupa di sgombrare le case popolari occupate abusivamente; di non fare rientrare nei locali delinquenti e pregiudicati; dà più soldi e poteri alle Forze dell’Ordine; estende alla Polizia locale la possibilità di accedere alla banca dati delle Forze dell’Ordine. Insomma nel decreto sicurezza-immigrazione ci sono tanti passaggi”.
Non lo vuoi applicare? E allora vuol dire che quei Vigili urbani e quei soldi li useranno altri primi cittadini di questo Paese che rispettano le leggi”. “Immagino -insiste Salvini- che rinunciate anche a tutti i soldi che il decreto e il governo aggiungono per le vostre città. Solo per Palermo: più di mezzo milione per la videosorveglianza: più di un milione e duecentomila euro per la sicurezza urbana; duecentomila euro per il progetto scuole sicure. Cosa fate, prendete i soldi e boicottate il decreto?”.

Pizzarotti: giusto non applicarlo. “Dal punto di vista politico sono assolutamente d’accordo che si debba affrontare il problema, visto che il decreto sicurezza lascia aperto un vulnus rispetto a stranieri e richiedenti asilo che non riescono a fare le cose più basilari. Dal punto di vista amministrativo non è chiaro come faccia Orlando a chiedere agli uffici di non applicare una legge”.

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti commenta così l’iniziativa del sindaco di Palermo Leoluca Orlando.
“I funzionari applicano le leggi – dice Pizzarotti – e oggi le leggi prevedono questo: non si capisce qual è l’atto amministrativo con cui si possa sospendere una legge dello Stato. Bisogna capire qual è il percorso. Detto questo, quello che pone Orlando è sicuramente un tema che va affrontato, anche come Anci, perché il problema determinato dal decreto sicurezza ricade su tutti”.



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