Sequestro per estorsione tra Rovigo e il Reggiano, nove persone in arresto

Squadra mobile Polizia di Stato Brescia – PDS

All’alba di mercoledì 30 settembre gli agenti della Polizia di Stato, al termine di una complessa attività investigativa effettuata dalla Squadra mobile di Brescia e coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia, hanno arrestato nove uomini di nazionalità indiana: otto di loro sono finiti in carcere a Brescia, il nono invece è agli arresti domiciliari.

L’indagine è scattata dopo l’arresto in flagranza di reato di tre uomini indiani che, lo scorso 9 gennaio, avevano “accompagnato” – sotto la minaccia di pistole semiautomatiche – un connazionale e la madre di quest’ultimo in un ufficio postale di Ghedi, per costringerli a prelevare 6.000 euro depositati su un libretto postale.

Le vittime si erano salvate riuscendo ad avvertire un poliziotto libero dal servizio (che proprio in quel momento si trovava, del tutto casualmente, nello stesso ufficio postale) e la Polizia locale, riferendo loro di essere di fatto ostaggio dei tre connazionali. L’arrivo delle pattuglie delle forze dell’ordine aveva permesso di arrestare i tre uomini.

Durante le successive perquisizioni personali e domiciliari a loro carico erano stati trovate e sequestrate due pistole semiautomatiche, una Pic Decatur GA cal. 6,35 Browning con tre colpi nel caricatore e una Zoraki 917T cal. 38 con 18 colpi nel caricatore e altri 7 colpi a parte, risultate rubate nel 2021 a San Giovanni Lupatoto (in provincia di Verona) in occasione di un furto in un’abitazione, alcuni telefoni cellulari e 25 munizioni di vario calibro.

Nel prosieguo delle indagini è emerso che già dal pomeriggio del giorno precedente – l’8 gennaio – la vittima era stata sequestrata dai suoi connazionali: minacciandolo di morte, l’uomo era stato incappucciato e portato in una cascina in provincia di Rovigo, dove era stato spogliato e picchiato per farsi consegnare tutti i soldi che aveva. I sequestratori gli avevano rubato anche le carte di credito, costringendolo inoltre e effettuare un bonifico sul conto di uno di loro. Non solo: le violenze erano state filmate, con la minaccia di divulgare i video nel caso in cui la vittima non avesse assecondato le richieste dei suoi aguzzini.

La mattina del 9 gennaio, poi, l’uomo era stato portato in un’abitazione in provincia di Reggio Emilia, era stato chiuso a chiave in una stanza e poi malmenato brutalmente.

Cinque dei nove arrestati sono accusati anche di avere detenuto illegalmente pistole semiautomatiche in luogo pubblico; nello smartphone di uno di loro, infine, è stato trovato del materiale pedopornografico.

Il questore di Brescia Paolo Sartori, vista la gravità di quanto accaduto e considerata la pericolosità sociale degli arrestati, ha disposto nei loro confronti la revoca del permesso di soggiorno, per poter poi procedere alla loro espulsione dall’Italia con accompagnamento coattivo in India una volta che avranno scontato la condanna.



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