Fino a 3.450 euro lordi al mese per un consigliere comunale a Bologna, circa 2.430 euro a Modena, Parma e Reggio Emilia. Sono le cifre a cui potrebbe portare la riforma approdata in Parlamento che punta a cancellare i gettoni di presenza e a sostituirli con una vera e propria indennità mensile di funzione.
Un cambio di sistema netto. Oggi i consiglieri vengono pagati per la partecipazione alle sedute di consiglio e commissioni. Con la nuova disciplina riceverebbero invece ogni mese una somma fissa, calcolata in percentuale sull’indennità del sindaco.
La proposta interviene sul Testo unico degli enti locali e stabilisce percentuali diverse in base alla popolazione del Comune: 4% dell’indennità del sindaco fino a mille abitanti, 8% fino a 15.000, 18% tra 15.000 e 50.000, 22% tra 50.000 e 250.000 e 25% oltre i 250.000.
Una riforma che avrebbe effetti rilevanti anche nelle principali città emiliane.
Bologna, unica tra le quattro grandi città della regione a superare i 250.000 abitanti, rientrerebbe nella fascia massima: con un’indennità del sindaco pari a 13.800 euro lordi mensili, il compenso dei consiglieri potrebbe arrivare a 3.450 euro lordi al mese.
Diversa la situazione di Modena, Parma e Reggio, tutte comprese nella fascia tra 50.000 e 250.000 abitanti. Qui la percentuale prevista è del 22%. Prendendo come riferimento l’indennità di 11.040 euro mensili prevista per i sindaci dei capoluoghi con più di 100.000 abitanti, si arriva a circa 2.429 euro lordi al mese per ciascun consigliere.
Non sarebbe comunque un’indennità completamente sganciata dalla partecipazione ai lavori. La proposta prevede una decurtazione di un ventesimo per ogni assenza non giustificata dalle sedute del consiglio o delle commissioni.
Il cambiamento rispetto alla situazione attuale resta notevole. Oggi i consiglieri vengono remunerati attraverso i gettoni di presenza e la somma mensile non può comunque superare un quarto dell’indennità del sindaco. Nella pratica, però, in molti Comuni le somme effettivamente percepite sono molto inferiori.
A Reggio il tema è già entrato nel confronto politico. Dario De Lucia di Coalizione Civica ha calcolato che oggi un consigliere percepisce mediamente circa 500 euro al mese in gettoni, mentre con il nuovo sistema si supererebbero i 2.000 euro. Secondo la sua stima, per i 30 consiglieri che non ricevono già un’indennità di funzione la spesa complessiva potrebbe passare da circa 15.000 a oltre 60.000 euro al mese.
I sostenitori della riforma sottolineano invece la necessità di riconoscere economicamente un’attività amministrativa diventata negli anni sempre più impegnativa e di superare un sistema basato sul numero delle riunioni, che ha prodotto forti differenze tra un Comune e l’altro.
La proposta non è ancora legge. Ma se arriverà all’approvazione definitiva cambierà profondamente il sistema: il consigliere comunale non riceverà più qualche decina di euro per ogni seduta, ma un’indennità mensile stabile. E nelle maggiori città emiliane le cifre non sarebbero marginali.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu