Infrastrutture, Bonaccini: progetti restano

Stefano Bonaccini

“Sappiano il ministro e il governo che non è che accetteremo in nome di una convocazione di stravolgere i progetti che abbiamo in mente di realizzare, perché la volontà di questa Regione è molto precisa, lo è tra l’altro con tutte le parti sociali”: parola di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, a margine della manifestazione convocata da Regione e Comune al Palazzo dei Congressi della Fiera di Bologna per chiedere al governo di sbloccare le infrastrutture regionali.

Il video della manifestazione


“Il mondo del lavoro, delle imprese e delle istituzioni – ha aggiunto Bonaccini – è qui per chiedere che non venga fermato ciò che serve a questa Regione, anche per il futuro dei nostri figli, e di un sistema territoriale che vuole competere con i territori più avanzati in Europa e nel mondo”.

Nella sala che ospita l’incontro si sono radunate circa 600 persone. Proprio alla vigilia della manifestazione il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli aveva convocato il presidente Bonaccini e il sindaco di Bologna Virginio Merola per un incontro al ministero, in programma il prossimo 20 marzo: quel giorno si parlerà delle grandi opere già in programma in Emilia-Romagna, in particolare il Passante di Bologna.

L'Emilia-Romagna non si ferma

L’incontro bolognese è stato aperto dal sindaco di Bologna e della Città Metropolitana; dopo di lui sono intervenuti l’assessore regionale Raffaele Donini, Irene Priolo e i rappresentanti del mondo imprenditoriale e dei lavoratori: Enrico Postacchini (imprese del commercio e del turismo), Giovanni Savorani (imprese industriali), Giovanni Monti (imprese cooperative), Stefano Betti (costruttori edili), Eugenia Bergamaschi (imprese agricole), Giuliano Zignani (sindacati Cgil, Cisl e Uil), Giovanni Lusa (imprese manifatturiere) e Dario Costantini (imprese artigiane).

Unanime la richiesta a governo e ministero di permettere l’apertura dei cantieri. Solo per le tre opere più importanti (oltre al Passante ci sono la “bretella” Campogalliano-Sassuolo e l’autostrada regionale Cispadana) sono a rischio oltre 2,5 miliardi di euro di investimenti. Risorse che, unite agli altri cantieri programmati nel biennio 2019-2020, farebbero salire a 5 miliardi l’importo degli investimenti complessivi per le opere infrastrutturali in Emilia-Romagna.

Il punto sulle infrastrutture

Il Passante di Bologna è considerato fondamentale per rendere più scorrevole e sicuro il tratto di autostrada che attraversa il capoluogo di regione e la sua tangenziale. L’iter per la sua realizzazione è stato bloccato: la Conferenza dei servizi prevista nel settembre scorso, infatti, è stata sospesa unilateralmente dal governo. Contro tale decisione la Regione Emilia-Romagna ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale.

La “bretella” Campogalliano-Sassuolo, invece, servirà per dare ossigeno soprattutto alle imprese del distretto ceramico regionale. Lo scorso dicembre il progetto esecutivo è stato inviato dalla società di progetto AutoCS al ministero per la sua validazione tecnica. Il 12 febbraio, però, il dicastero guidato da Toninelli ha fermato il processo di approvazione finale e ha comunicato l’intenzione di sottoporre il progetto a una valutazione costi-benefici, dopo che nell’incontro dell’ottobre precedente a Roma con il presidente Bonaccini lo stesso ministro aveva confermato come la competenza fosse della Regione, e che quindi non c’erano ragioni per opporsi all’opera.

La Cispadana, infine, rappresenterebbe un importante collegamento dell’Emilia-Romagna con il nord Europa, mettendo in relazione A22 e A13. Superata la valutazione di impatto ambientale nel 2017, dopo 5 anni, entro la fine del 2019 sarà completato il progetto definitivo adeguato alla Via e sarà redatto il piano economico-finanziario.



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