“Non saranno elezioni regionali, sarà una festa di popolo”, “avete sulle spalle un intero Paese che guarda a voi perché c’è un intero Paese che vorrebbe fare quello che in democrazia sarebbe normale”, ovvero votare. Così il leader della Lega Matteo Salvini a Cesenatico (Forlì-Cesena) durante un comizio elettorale per le regionali in Emilia-Romagna. “Se si vince – continua – cambia la storia d’Italia e d’Europa”, nelle mani degli emiliano-romagnoli c’è la “possibilità di salvare la storia la cultura l’identità e il futuro di un intero continente”, perché “in ballo c’è una visione del mondo diversa”.
Gli replica il governatore e candidati del centrosinistra Stefano Bonaccini: “Mi dispiace Matteo Salvini, ma in tutti i sondaggi siamo davanti noi e cresciamo, come ti hanno detto tutti gli istituti demoscopici. Altrimenti non saresti qui tutti i giorni a sostituire la tua candidata. Solo che tu in Emilia-Romagna sei un ospite, peraltro sempre benvenuto, mentre io sono di casa”.
E conclude: “Il 27 gennaio tu tornerai comprensibilmente a Roma per il ruolo che ricopri, mentre io starò qui, perché questa è la mia terra e questa è la mia gente. In ogni caso conteranno i voti reali del 26 gennaio: lasciamo stare i sondaggi e provate a tirar fuori almeno un’idea per l’Emilia-Romagna, perché al momento siamo solo a selfie con gattini e fango sulla nostra regione. Avete brindato troppo presto, fidati”.
Controreplica del capo della Lega: “Mentre noi oggi con la Lega riempiamo le piazze romagnole di gente sorridente che vuole cambiare, Bonaccini si vergogna del Pd e rosica su facebook. Il 26 gennaio non saranno semplici elezioni, sara’ una festa di popolo e di partecipazione: dopo cinquant’anni, si cambia”.






Ultimi commenti
Un'opera utile che la sinistra non ha mai voluto....si vede che non la puo' progettare Calatrava se no ne avrebbe gia' fatte due.......
Pare che i fricchettoni di Casa Bettola temano una incursione dei Keyboard Lions di destra, le cui fila ovviamente saranno rinforzate dalle teste di c...(uoio)
Situazione consolidata nel silenzio (?) delle istituzioni pro askatasuna. Nulla di nuovo, come sempre
Già, anch'io vorrei conoscerlo: non si comprende il rispetto nei confronti di un tal figuro!
Per le persone che approvano, propagandano l'aborto del nascituro come "diritto" intoccabile la "decapitazione" anche simbolica del nemico politico è ammissibile. Altrettanto per chi vuole […]