Salvini: lasciate lavorare la Lega. M5s: è più in piazza che al ministero

Salvini Di Maio

Resta altissima la tensione nel governo ed abbraccia alcuni dei temi principali, dalla sicurezza alle inchieste, fino ai conti pubblici. Dopo gli attacchi per la vicenda dell’inchiesta Legnano e la richiesta alla lega di cacciare i corrotti, Salvini fa un appello al M5s: ‘Lasciate lavorare la Lega e smettetela con tutti questi no’.

A stretto giro la replica: ‘Salvini mente sulla storia dei ‘no’ dei Cinque Stelle. Il 90% dei provvedimenti di questo governo sono a firma del Movimento mentre tutti sanno che Salvini passa più tempo nelle piazze ed è un desaparecido nel suo ministero. I 5 Stelle governano, Salvini comunica’.

Ogni giorno un motivo di scontro e un botta e risposta tra gli alleati di governo sempre più l’uno contro l’altro. Almeno fino al 26 maggio. “L’attacco di Salvini al presidente Conte sul tema dei migranti è l’ennesimo maldestro tentativo di provare a spostare l’attenzione mediatica dalle continue notizie di rappresentanti della Lega coinvolti in casi di corruzione. Un chiaro segno di difficoltà e di debolezza – affermano fonti di governo del Movimento Cinque Stelle – del resto le sue ultime dichiarazioni denotano una imbarazzante schizofrenia politica: nel caso della nave Diciotti per Salvini andava benissimo la gestione collegiale da parte del Governo, ora sostiene che nessuno deve dargli ordini”. I pentastellati replicano così alle ultime dichiarazioni del ministro dell’Interno e leader della Lega secondo cui né il premier, né i ministri pentastellati devono intimargli di riaprire i porti e consentire lo sbarco di migranti.

Di Maio: Salvini è arrogante come Renzi. “Io non posso commentare la supponenza e arroganza di questo tipo che ricorda Renzi quando gli chiedevano di far dimettere la Boschi”. Così il vicepremier Luigi Di Maio, oggi a Torino, commentando le parole di Salvini sul premier Conte sul caso Sea Watch. “Una cosa è certa – ha aggiunto – questa prepotenza aumenta soprattutto sul tema dell’immigrazione, quando la Lega è in difficoltà con gli scandali di corruzione”. “Io non ci sto – ha concluso – a rappresentare questo grande stratagemma per distrarre dall’emergenza del Paese che non è in questo momento l’immigrazione ma la corruzione”.



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