Era agli arresti domiciliari, con tanto di braccialetto elettronico, con l’accusa di aver partecipato alla violenta rapina avvenuta a Reggio Emilia lo scorso giugno, quando un gruppo di persone aveva accerchiato e rapinato un ragazzo nei pressi del sottopasso di viale Ramazzini: la vittima era stata aggredita con calci e pugni, fatta cadere a terra, ferita alla mano con un coltello e derubata del monopattino elettrico, di una catenina d’oro giallo, di 80 euro in contanti, del cappellino di marca, degli occhiali da sole e di un iPhone 15.
Lo scorso 24 settembre il ventenne, dopo essere stato accompagnato al pronto soccorso dell’arcispedale Santa Maria Nuova per problemi di salute, si è allontanato dall’ospedale prima ancora di essere visitato e non è più tornato a casa, evadendo di fatto dagli arresti domiciliari.
La sua scomparsa, però, è stata accertata solo qualche giorno dopo: nel tardo pomeriggio del 28 settembre i carabinieri di Rubiera si sono presentati presso la sua abitazione per un controllo di routine, ma non l’hanno trovato in casa. Dalle verifiche incrociate con la centrale operativa e con l’ospedale è emerso che il giovane si era allontanato dal pronto soccorso reggiano già nel pomeriggio del 24 settembre, facendo perdere da allora le proprie tracce.
A quel punto sono scattate le ricerche del ventenne, che è stato denunciato per evasione.






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