Rottamazione quinquies, aperta anche a Reggio la finestra per l’agevolazione fiscale

striscione Verità per Giulio Regeni facciata municipio Reggio Emilia Spqr – FM

Dalla seconda metà di ottobre è possibile aderire alla cosiddetta “rottamazione quinquies” delle entrate locali, introdotta nella normativa nazionale con l’ultima legge di bilancio per potenziare la riscossione delle entrate comunali.

Per quanto riguarda il Comune di Reggio Emilia, la procedura – relativa a costi accessori di sanzioni o interessi – riguarda i crediti relativi alle entrate comunali affidate in gestione coattiva ad Ader (Agenzia delle Entrate-Riscossione) per il periodo compreso tra il primo gennaio del 2000 e il 31 dicembre del 2023: si tratta di crediti residui relativi soprattutto a sanzioni per infrazioni al Codice della strada, per un totale di poco più di 42 milioni di euro. Il Servizio entrate del Comune ha fatto una stima del gettito che potrebbe arrivare dalla rottamazione quinquies: circa 1,4 milioni.

Lo strumento, in ogni caso, non incide sugli equilibri di bilancio dell’ente, poiché trattandosi di crediti particolarmente datati, la cui riscossione è stata affidata a suo tempo all’Ader, non sono più registrati tra i residui attivi del bilancio. Le somme eventualmente recuperate, dunque, saranno considerate “sopravvenienze attive” (ovvero nuove entrate) per il bilancio comunale.

La rottamazione quinquies, inoltre, non comporta costi organizzativi e gestionali a carico del Comune, poiché la gestione è interamente affidata all’Ader, comprese eventuali istanze o rateizzazioni di pagamento.

La domanda per aderire alla procedura dovrà essere presentata entro il 15 dicembre esclusivamente online sul sito ufficiale dell’Agenzia delle entrate, in modo autonomo oppure rivolgendosi a un Caf o a un intermediario fiscale abilitato (ad esempio un commercialista).

L’adesione del Comune di Reggio alla rottamazione quinquies, sottolinea l’assessore alla cura della città Davide Prandi, “è una scelta di equità e di responsabilità. In questi anni famiglie e imprese hanno subìto aumenti pesanti, che incidono in modo particolare sui redditi più fragili e su quel tessuto di piccole aziende, attività artigiane e commerciali che costituisce una parte decisiva dell’identità economica reggiana. Non possiamo far finta che questo peso non esista. La misura non cancella i debiti e non premia chi evade: consente però a chi vuole mettersi in regola di farlo senza essere schiacciato da sanzioni e interessi accumulati nel tempo. Per noi governare significa anche questo: chiedere a ciascuno il rispetto dei propri doveri, ma costruire strumenti che evitino che una difficoltà economica diventi una condanna senza uscita. E, nello stesso tempo, recuperare risorse oggi difficilmente esigibili per restituirle alla città attraverso servizi, welfare e cura dello spazio pubblico”.



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