È stato rintracciato e arrestato dai carabinieri a Cadrezzate, nel Varesotto, Elia Del Grande, il cinquantenne che a inizio novembre si era improvvisamente allontanato dalla casa-lavoro di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, alla quale era stato destinato dopo essere uscito dal carcere.
Del Grande è il killer della cosiddetta “strage dei fornai”: il 7 gennaio del 1998, all’età di 22 anni, sterminò a fucilate la sua famiglia uccidendo il padre, la madre e il fratello proprio a Cadrezzate. Per quel triplice omicidio fu poi condannato a trent’anni di carcere.
Dopo averne scontati venticinque dietro le sbarre, Del Grande (ritenuto dalle autorità giudiziarie ancora socialmente pericoloso) avrebbe dovuto trascorrere sei mesi nella struttura modenese, fino a una nuova valutazione sulla sua situazione; ma prima della scadenza l’uomo è scappato, facendo perdere le proprie tracce per una dozzina di giorni.
I carabinieri di Varese e di Modena, supportati dal Raggruppamento operativo speciale (Ros) di Milano, dopo una prolungata attività investigativa lo hanno individuato e arrestato all’interno della sua abitazione a Cadrezzate, suo paese d’origine e teatro della strage del 1998, dove Del Grande dispone ancora di proprietà immobiliari.
Le operazioni di ricerca sono state complicate dall’ottima conoscenza del territorio da parte del fuggitivo, che da quanto è emerso dalle indagini in questi giorni di libertà si sarebbe spostato ripetutamente e con facilità sfruttando la ricca vegetazione dell’area, muovendosi tra Ternate, Travedona Monate e Cadrezzate con Osmate, potendo anche contare – come hanno sottolineato i procuratori di Modena e Varese, Luca Masini e Antonello Gustapane – su “soggetti che lo hanno favorito”. Insomma, sarebbe stato aiutato nella fuga da persone a lui vicine.
Per non farsi intercettare, Del Grande ha utilizzato anche dei pedalò per spostarsi sul lago di Monate, di notte, approfittando del buio, passando tra darsene e canneti.






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