Ripresa università: in Emilia quasi sempre garantita la presenza

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La fotografia dello status quo delle università emiliano-romagnole è stata scattata in commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità, presieduta da Francesca Marchetti. L’informativa sulla ripartenza degli atenei della Regione è stata svolta dall’assessore Paola Salomoni (Scuola, università, ricerca e agenda digitale).

I tratti principali sono che l’università è ripartita in presenza, pur restando alcune possibilità di lezioni on line, le aule sono piene, esiste l’obbligo di Green pass per studenti, docenti e personale. La panoramica dell’assessore mostra come a Bologna e Piacenza (Cattolica e Politecnico) sia garantita la presenza al 100% sempre con possibilità di seguire le lezioni online. Situazione quasi del tutto simile – tranne attività marginali – a Reggio Emilia e Modena, mentre a Ferrara si registrano percentuali variabili dell’attività in presenza. Anche gli esami svolti online risentono delle differenti modalità organizzative dei vari atenei. Presenza garantita anche nelle aule studio e nelle biblioteche grazie alla prenotazione.

Sul piano sanitario, il controllo del Green pass avviene o a campione all’interno o all’ingresso. Gli studenti non vaccinati, ma sono pochi, possono avere tamponi al prezzo calmierato di 15euro. Nella fascia tra i 25 e i 30 anni, ha riferito l’assessore Salomoni, gli studenti sono quasi tutti vaccinati. Per gli studenti internazionali si è deciso, a livello nazionale, di farli accedere alla vaccinazione.

Infine, sul diritto allo studio, Salomoni ha detto che si è “in fase di raccolta delle domande. Il processo in genere termina a novembre, ma l’impressione è che la situazione sia uguale al 2020. Il tema politico è che c’è la volontà della Giunta di sostenere al 100% gli aventi diritto e di aggiornare i budget se ci saranno variazioni”.

Valentina Castaldini (Forza Italia) ha proposto che si debba arrivare alla presenza al 100% senza prenotazioni. La consigliera azzurra ha commentato che “la promessa di verificare come sta andando l’università è stata mantenuta. Ci sono, però, alcune differenze. E’ vero che l’anno accademico è iniziato in modo misto – con tante lezioni in presenza – ma la didattica resta a distanza per tanti fuori sede. C’è stato un aumento delle iscrizioni del 10% e quindi ci sono nuove necessità da considerare. Chiediamo l’omogeneità in regione: presenza del 100% per tutti senza prenotazione e senza ricerca di spazi aggiuntivi. E faccio una proposta: tutti in presenza alle prove d’esame”. Valentina Castaldini ha concluso rilevando che l’accesso alle aule risulta a macchia di leopardo e ha posto il problema dei servizi agli studenti fuori sede, a partire dagli alloggi.

Secondo Marco Fabbri (Partito democratico) la “relazione dell’assessore Salomoni è stata puntuale ed esaustiva. In regione, però, si nota un’eterogeneità che crea malumori. I contro della didattica a distanza sono la gestione delle relazioni sociali e con il docente, appiattite dal rapporto virtuale. A Ferrara, ad esempio, l’università ritengo abbia fatto una scelta inusuale con le lezioni videoregistrate. Gli studenti chiedono più lezioni in presenza – “la presenza serve anche a rivitalizzare le città” – e che quelle a distanza permettano un’interazione con i docenti”. Sugli spazi da aumentare (aule, sale studio, laboratori) il consigliere dem ritiene che si debba avere una programmazione con gli Enti locali.

In sede di replica, l’assessore Salomoni ha ricordato che le università sono autonome nell’organizzazione della didattica. “La Regione è d’accordo sulla presenza e a Ferrara cerchiamo di capire quanto la didattica a distanza dipenda da carenze di spazi o altro. Sul diritto allo studio, la Giunta ha avviato in estate un tavolo con i rettori per un momento di condivisione della ‘missione 4’ del Pnrr (ricerca e innovazione)”.



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