Autonomia, Renzi scarica Bonaccini

Matteo Renzi autonomia

La proposta delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto sulla cosiddetta “autonomia differenziata”, che dovrebbe portare ad attribuire a queste ultime una serie di competenze (l’Emilia-Romagna ne ha chieste 15 sulle 23 disponibili, le altre due regioni a trazione leghista invece 23 su 23), sta incontrando parecchie resistenze, in primis quella del Movimento 5 Stelle; ma da sabato 16 febbraio si è aggiunta una voce critica in più, quella dell’ex presidente del consiglio ed ex segretario del Pd Matteo Renzi.

Presentando il suo libro – il saggio “Un’altra strada” – proprio tra Emilia-Romagna e Veneto, infatti, Renzi si è espresso negativamente sul progetto di autonomia regionale proposto dalle tre Regioni del nord, senza risparmiare critiche né all’ex premier Gentiloni (suo successore a Palazzo Chigi) né all’attuale presidente emiliano-romagnolo Stefano Bonaccini, che pure fu uno dei suoi fedelissimi – nonché l’unico governatore del Pd tra le tre Regioni che hanno avanzato la richiesta di maggiore autonomia per i rispettivi territori.

Parlando a San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, Renzi ha precisato di non aver “mai apprezzato quel disegno”, aggiungendo che si tratta di “un percorso che non ho fatto e che non avrei fatto” e precisando che il progetto “fu una discussione aperta con il governo Gentiloni, non con il mio governo”.

Una bocciatura in piena regola, dunque, a cui ha replicato a stretto giro con un post su Facebook lo stesso Bonaccini, secondo cui invece l’autonomia differenziata “farebbe bene alla Regione”: per il presidente dell’Emilia-Romagna, in ogni caso, il progetto di autonomia emiliano-romagnolo “è del tutto diverso da quello di Lombardia e Veneto. Si parla delle tre proposte di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto come se fossero un tutt’uno, ma è un disegno diverso: basta leggere”.



C'è 1 Commento

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  1. giuseppe caliceti

    Gentile Bonaccini, al netto di tutti i distinguo, pensare che la regionalizzazione differenziata della scuola, per esempio, non contribuisca a smantellare la scuola pubblica e rischiare di privatizzarla sempre più, è assai difficile da dimostrare.
    Giuro che non me lo aspettavo dal centrosinistra. Potremo avere anche la scuola primaria regionale migliore del mondo, ma non sarà quella italiana. Stiamo parlando un partito di governo? GC


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