di Federico Bertani – Una piazza centrale della città. Piazza dal Popol Giost.
Una piazza collocata tra via Roma, via Bellaria e Via Filippo Re.
Una piazza, che, nella quotidianità, ospita 24 stalli auto, 1 bagno ‘tecnico’, un’isola ecologica di buone dimensioni dotata di impianto neon autoillumninante tinta ‘Bladerunner’, due campane verdi raccoglivetro di certe dimensioni, una postazione SOS gialloverde, dotata di antenna, modernariato, introvabile altrove.
Questa piazza è, quotidianamente, trafitta dal traffico pesante che la lambisce, dal costante scambio di auto negli stalli, ora anche dal flusso dell’isola ecologica.
Ma nel quartiere di via Roma c’è altro.
C’è, innanzitutto, un Comitato cittadini che non reclama e non protesta, ma si attiva dal basso per il miglioramento delle condizioni di vita dei residenti.
Un comitato che – succintamente – ha gestito l’ortoparco del Parco Santa Maria e ha dato vita al Circuito ‘Off’ di via Roma.
Sempre nel quartiere di via Roma, da un anno, è nato il 49, uno spazio dedito ai cittadini, che ospita mostre ed incontri.
Incontri come quelli che avvenivano anni orsono, domestici, in cui tutti possono prendere la parola e ricordare: Corrado Costa, La libreria del Teatro ed il suo fondatore Nino Nasi, ad esempio.
La sera del 24 settembre, 49 ed il Comitato hanno immaginato di riappropriarsi per un sera della Piazza del Popol Giost.
Come? In modo molto semplice, organizzando una tortellata ed un set di buona musica.
Il miracolo si è compiuto.
Trecento persone hanno gremito la piazza.

Felici di godere di un luogo comune, quotidiano, però, sempre occupato da mezzi e da altro.
Trecento posti a sedere, illuminati da candele e dalla gioia di essere parte di un quartiere vivo, non ghettizzato, non dimenticato, ma capace di includere tutti e di farsi perdonare i troppi ‘incidenti’ di cronaca.
Le foto copiose documentano la trasformazione della Piazza: da luogo di sofferta, antisociale, frenetica conquista del posto auto (su cui vigilano solerti gli accertatori di sosta), a luogo magico, capace di gestire la sicurezza dei cittadini senza che nessuno vigili su di loro e di includere tutti con garbo e gioia.
Sulla serata hanno posato il loro talento Francesco Damiani che, nello spazio 49, riceveva chi fosse interessato a visitare la sua mostra di installazioni metafisiche di creta giapponese ed il DJ Gando, che ha divertito tutti; sopratutto le stagiste di Antonio Fava, anche lui residente in via Roma.
Per una sera, sul Popol Giost è scivolata, oltre il fresco della neve, la dolce gioia dei Clash, dei tortelli e del Lambrusco.
Speriamo altre ve ne siano.






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Ma sì, concedete alla crema della moderna società multietnica una onorificenza, sicuramente ve ne saranno grati e soprattutto riconoscenti.
Però se un giornale, magari targato Tosinvest, manda messaggi subliminali ad un magistrato, va tutto bene, o sono ragazzi esuberanti che si lasciano andare?
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Siamo tutti in trepidante attesa di un servizio di Telepartito (pardòn: Telepeggio) in cui qulache anima bella, dolce, candida e pura ci spieghi che la