Reggio, ragazza di 24 anni aggredita e violentata. Arrestato un richiedente asilo di 26 anni

Martedì 24 luglio
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, con un tweet, ha annunciato che nelle scorse ore è stato arrestato dalla squadra mobile della Polizia il presunto responsabile della violenza sessuale di domenica scorsa ai danni di una 24enne reggiana: si tratterebbe di un richiedente asilo di 26 anni di origine ucraina. Il ministro ha poi approfittato della vicenda per rilanciare la linea dura sull’immigrazione: "Inaspriremo leggi troppo deboli, via dall’Italia i clandestini delinquenti, via ogni forma di protezione a chi si macchia di questi reati schifosi”.


Sono in corso gli accertamenti sulla posizione dell’uomo da parte degli agenti della Polizia reggiana e del procuratore Giulia Stignani. Secondo le prime informazioni, l’aggressore sarebbe stato "tradito" da una cicatrice sul sopracciglio e da un logo stampato sulla maglietta che indossava al momento della violenza: sono questi, infatti, i dettagli che hanno portato la squadra mobile della questura di Reggio a fermare il presunto stupratore.

Il 26enne fermato, richiedente asilo di origine ucraina e senza fissa dimora, era arrivato in Italia nel 2016 attraverso il Brennero ed è in attesa di ottenere lo status di rifugiato. Il giovane, incensurato, era già stato identificato nel pomeriggio di lunedì grazie a una serie di appostamenti, ma alla vista dei poliziotti era scappato facendo perdere le proprie tracce.

Dalle successive indagini è stato rintracciato il posto in cui il 26enne aveva passato la notte e presso il quale si era rifugiato: un luogo impervio e nascosto dalla vegetazione all’interno di un’area verde non lontano dalla zona dove domenica scorsa si era consumata la violenza. Qui, dentro uno zaino, gli agenti hanno trovato la t-shirt rossa che il giovane indossava al momento dello stupro.

La polizia lo ha infine intercettato e fermato all’alba di martedì nei pressi di una ditta di imballaggi in cui il 26enne aveva trovato un lavoro saltuario. L’azienda, la stessa il cui logo campeggiava sulla maglietta trovata dagli inquirenti, ha collaborato con le forze dell’ordine per la cattura del sospetto; ma il particolare determinante è stato quello della cicatrice, che l’aggressore si era procurato qualche giorno fa a causa dei problemi di alcolismo e che la vittima era riuscita a descrivere dettagliatamente agli inquirenti nonostante lo shock per la violenza subita. 

Questo il commento del sindaco di Reggio Luca Vecchi: "Desidero complimentarmi con le forze di polizia per la grandissima professionalità dimostrata nella brillante operazione che ha portato nell’arco di sole 24 ore all’individuazione e alla cattura del responsabile del caso di violenza sessuale avvenuto in città nei giorni scorsi. Nel ribadire i sentimenti di vicinanza e di solidarietà alla vittima, il Comune nell’auspicare la massima severità di giudizio verso questa condotta odiosa ha dato mandato al proprio ufficio legale di valutare l’opportunità di costituirsi parte civile. Non di meno riteniamo che, qualora sussistessero i presupposti di legge, il soggetto in questione dovrebbe essere espulso con effetto immediato dal nostro paese".

Anche la deputata emiliana di Forza Italia Benedetta Fiorini ha espresso "grande soddisfazione e immensa gratitudine per la polizia che in tempi brevi ha assicurato alla giustizia il presunto colpevole della violenza di Reggio. I miei personali ringraziamenti anche per le massime cariche dello Stato sul territorio, questore e prefetto".

"Dalle prime informazioni che ci giungono – ha aggiunto la Fiorini – sembra si tratti di un richiedente asilo. Questo fatto evidenzia ancora una volta il fallimento delle politiche di accoglienza targate Pd. I controlli sui richiedenti asilo devono essere rigorosi e gli iter rapidi. L’auspicio è che il ministro dell’Interno realizzi tutti i punti che abbiamo condiviso nel programma del centrodestra e che anche i nostri elettori hanno votato. Con il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine, l’aumento di risorse e dei mezzi quali la videosorveglianza e il taser, le nostre città possono sperare di tornare a essere sicure e vivibili come una volta. Alla vittima tutta la mia personale vicinanza e la garanzia del massimo impegno istituzionale nell’incalzare il governo per garantire più sicurezza ai cittadini".

Decisamente più duro, invece, il commento di Alessandro Aragona di Fratelli d’Italia: "Per quanto mi riguarda, il nostro amico ucraino lo potete anche giustiziare".

Sulla stessa linea anche i commenti al post su Facebook:

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Domenica 22 luglio
Domenica 22 luglio una ragazza di 24 anni è stata aggredita e violentata in una zona della prima periferia di Reggio, in via Petit Bon, dietro il campo da baseball: la vittima ha raccontato alla polizia di essere stata assalita alle spalle intorno alle 21 da uno sconosciuto, probabilmente di origine straniera, durante una passeggiata nel quartiere. L’uomo, secondo il racconto della giovane, l’avrebbe colpita in faccia con un pugno e successivamente trascinata dietro un cespuglio per poi abusare di lei, prima di fuggire facendo perdere le sue tracce.

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La ragazza, ferita e sotto choc, è stata soccorsa dal personale sanitario del 118 ed è stata trasportata in ospedale, dove è scattato il protocollo sanitario che si applica in caso di violenza sessuale. Sul luogo dell’aggressione si sono ritrovati gli agenti delle volanti, della squadra mobile e della scientifica, al lavoro tutta la notte per rintracciare inidizi utili a individuare l’aggressore. 

"La violenza sessuale – ha commentato il sindaco di Reggio Luca Vecchi – è un reato di una gravità assoluta, davanti al quale il primo pensiero e il primo sentimento devono essere quelli di vicinanza e solidarietà alla vittima. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine, sempre efficienti, perché il responsabile venga identificato e catturato. Lo stupro è un gesto odioso davanti al quale è necessaria la massima durezza di comportamento. In questo senso auspichiamo che, nel momento in cui verrà assicurato alla giustizia, al colpevole venga riservata una pena adeguata e severa".

Sulla vicenda è intervenuta anche la deputata emiliana Benedetta Fiorini, secondo la quale "l’ultimo episodio di violenza verificatosi a Reggio impone una risposta immediata e urgente. Le persone purtroppo non sono più libere di poter passeggiare nella propria città senza la paura di essere aggredite. Sono almeno 10 anni, da quando ero capogruppo del Pdl nel consiglio della circoscrizione Città Storica a Reggio, che i nostri appelli rivolti all’amministrazione comunale sulla mancanza di sicurezza sono inascoltati. Già allora, per esempio, chiesi a gran voce che la Polizia municipale venisse dotata di spray e bastone estensibile e venisse predisposta la videosorveglianza nelle zone più a rischio del territorio".

Per la parlamentare forzista "garantire la sicurezza dovrebbe essere la priorità per chi gestisce la cosa pubblica ma nei fatti, per la verità, non è così. Il sindaco Vecchi proceda subito a predisporre più telecamere per un monitoraggio capillare di tutto il territorio e impieghi la Polizia municipale non solo per elevare contravvenzioni ma anche per presidiare maggiormente la città. L’auspicio è che gli organici delle forze dell’ordine, a cui va il nostro ringraziamento per il difficile lavoro svolto ogni giorno e senza soluzione di continuità, vengano presto potenziati e dotati di maggiori risorse. Dopo quest’ultimo caso di violenza chiederò personalmente al prefetto di convocare il comitato provinciale sull’ordine e la sicurezza pubblica".