Rafforzamento del legame con il territorio e le comunità locali, nuovo sviluppo sostenibile, tutela del valore e della dignità del lavoro: sono questi alcuni degli obiettivi che, secondo i giovani cooperatori di Confcooperative, la cooperazione deve porsi per rilanciare decisamente la sua funzione sociale imperniata, primariamente, sulla solidarietà, una partecipazione diffusa ai processi di sviluppo economico e sociale e il principio dell’equità nella ripartizione della ricchezza e nello sviluppo del welfare.
Queste priorità di lavoro sono emerse dall’incontro del “Gruppo per l’innovazione e l’educazione cooperativa dei giovani cooperatori e imprenditori sociali di Confcooperative” con il presidente dell’organizzazione, Matteo Caramaschi.
Un confronto incalzante avvenuto in vista dell’Assemblea congressuale che la centrale cooperativa di Largo Gerra terrà il prossimo 22 febbraio, quando varerà il programma di lavoro per il prossimo quadriennio e procederà al rinnovo degli organi, con particolare riferimento al presidente e ai 40 componenti il consiglio provinciale.
Molte le sollecitazioni venute dai giovani cooperatori, con affondi particolari sul tema del lavoro in cooperativa che, soprattutto nel comparto dei servizi alle imprese e alla persona, non trova adeguati riconoscimenti sul piano economico e, anche socialmente, è spesso scarsamente considerato.
Da qui il rilancio dei giovani cooperatori di Confcooperative, per i quali “il lavoro in cooperativa richiede non solo alte competenze, ma anche l’assunzione di responsabilità che non hanno uguali in tema di promozione di un interesse collettivo che riguarda tanto gli appartenenti all’impresa quanto il contesto in cui la cooperativa si inserisce”.

Da qui – ha detto Caramaschi – deriva anche la forte azione da tempo intrapresa da Confcooperative per contrastare i fenomeni che tendono a svilire il lavoro delle cooperative proprio nei settori a più alta densità occupazionale, dove si concentrano fenomeni di dumping contrattuale, massimi ribassi e irregolarità che lasciano spazio ad imprese la cui competitività è tutta basata sul mancato rispetto di norme contrattuali.
Negli ultimi anni – ha aggiunto Caramaschi – molti passi in avanti sono stati fatti soprattutto con la committenza pubblica, ma resta ancora da costruire in buona misura un rapporto con quella privata che abbia a riferimento proprio il rispetto del valore del lavoro nei processi di terziarizzazione.
Dai giovani cooperatori sono poi giunte indicazioni per il rafforzamento delle azioni di sviluppo cooperativo sul fronte dell’innovazione, dell’educazione cooperativa, della costruzione di nuove reti fra imprese e di rilancio di partnership con il mondo della ricerca dell’università.






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