Reggio, l’appello di Cisl: “Una grande manifestazione civica per i lavoratori Inalca”

Rosamaria Papaleo Cisl EmiliaCentrale – CISL

Nei giorni scorsi, a undici mesi di distanza dal rogo dello stabilimento Inalca di via Due Canali a Reggio, devastato e reso inutilizzabile dall’incendio divampato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio del 2025, l’azienda del gruppo Cremonini – contrariamente a quanto aveva prospettato in precedenza – ha presentato ai sindacati un piano di esuberi particolarmente impattante che riguarda ben 164 lavoratori e lavoratrici del polo produttivo reggiano, azzerando quasi del tutto le possibilità di ricollocamento dei dipendenti in altri stabilimenti del gruppo.

In attesa del tavolo di crisi presso la Regione Emilia-Romagna, già convocato per la giornata di venerdì 16 gennaio, Cisl Emilia Centrale ha rilanciato l’allarme: “Quello che stanno vivendo i lavoratori dell’Inalca è un dramma enorme che va oltre la mera questione sindacale e diventa un fatto etico, morale, che richiede la ferma mobilitazione civica di una città speciale come Reggio, dove lavoro, diritti e società sono sempre stati in cammino insieme”.

“Una vicenda drammatica”, per la segretaria del sindacato Rosamaria Papaleo, di fronte alla quale “tutti abbiamo il dovere di studiare, capire e proporre. È stata ed è una brutta ferita occupazionale: con 164 persone che tremano, stiamo parlando della più grave emergenza vista a Reggio da vent’anni a questa parte, dopo le crisi Aia e Giglio. Parliamo di uomini e donne che, in molti casi, 48 ore dopo l’incendio sono partiti sulle navette per andare nei poli Inalca fuori Reggio, dando un significato profondo alla parola sacrificio: il sacrificio che si fa per tenersi stretto un lavoro, un reddito, la propria dignità”.

La vicenda Inalca, per Papaleo, si configura anche come “uno schiaffo alla città, che ha accolto questa impresa per tanto tempo ricevendo in cambio il no a investire sul territorio, nonostante l’impegno dei sindacati, del Comune, della Provincia e della Regione”.

Da qui la proposta: “Da cittadina, prima ancora che da sindacalista, riterrei eccezionale, il segno tangibile di una comunità che sa e vuole reagire, se il sindaco Massari e la sua giunta chiamassero a raccolta i reggiani e le reggiane per una grande manifestazione davanti ai cancelli di via Due Canali, prima che scada la cassa integrazione. Sperando sempre che davanti alla Regione l’azienda decida di cambiare rotta e di costruire futuro per i lavoratori che fin qui l’hanno servita”.

Per Cisl Emilia Centrale la vicenda Inalca è la cartina di tornasole di un’economia che sta cambiando, anche in settori che sono stati la base del sistema produttivo reggiano. Per questo il sindacato emiliano ha sottolineato al sindaco di Reggio Massari e al presidente della Provincia Zanni “la necessità, urgente, di affrontare lo straordinario con strumenti di navigazione nuovi”. Il primo? “Una task force a guida comunale/provinciale, una cabina di regia, un’unità di crisi, ognuno la chiami come vuole, capace di riunire chi lavora e chi dà lavoro, chi tutela il lavoro e chi fa analisi economiche e macroeconomiche, dall’Università alla Camera di commercio”.

Per Papaleo “Reggio sarebbe più forte se parlasse con una voce coordinata, evitando l’effetto-Babele di interventi che dicono tanto ma non lasciano l’indicazione di una strategia coordinata da seguire”; per gestire le crisi, ma anche “per superare transizioni enormi come quella del manifatturiero alle prese con digitale, AI e rigenerazione dell’automotive; per decidere che postura tenere quando parliamo di dazi, logistica, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, di grandi questioni come il lavoro nei festivi, che in alcuni comparti è diventato tanto strutturale quanto mal pagato”.

La conclusione della leader cislina è chiara: “Il lavoro sta cambiando, il modo di fare impresa anche. Aggiornare i nostri attrezzi, imparando a fare insieme, nel rispetto delle differenze, sarebbe il dono più forte che potremmo fare a Reggio”.



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