Reggio, la pandemia non ferma le startup innovative

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La pandemia non ha fermato la voglia di innovazione degli imprenditori reggiani.
Lo sviluppo di nuove tecniche atte a migliorare l’efficienza delle attività di business e l’esigenza, almeno in parte, di trovare soluzioni alternative che permettano di vedere oltre la crisi e la stagnazione provocate dall’emergenza Coronavirus, hanno fatto da volano per le imprese della provincia di Reggio Emilia.

Sono 30, infatti, le nuove le startup innovative nate nella nostra provincia dal 1° gennaio 2020 alla fine di gennaio di quest’anno: di queste, 3 si sono iscritte nel primo mese del 2021.
Al 31 gennaio 2021, secondo gli ultimi dati resi disponibili da Infocamere e analizzati dall’Ufficio Studi dell’ente camerale, risultano complessivamente 93 le startup innovative iscritte nella sezione speciale del Registro Imprese della Camera di Commercio di Reggio Emilia.
Delle 30 nuove iscrizioni, il 60% svolge attività nell’ambito dei servizi. In particolare, un terzo delle startup innovative del terziario opera nel settore dei servizi informatici: produzione di software, consulenza, elaborazione dati, hosting, fornitura di servizi applicativi e portali web; rimanendo nel comparto dei servizi, altre 8 sono attive nella R&S, direzione aziendale, editoria, noleggio e leasing operativo.

Relativamente al comparto manifatturiero, delle 8 imprese manifatturiere iscritte negli ultimi tredici mesi nella sezione speciale camerale, due su tre appartengono al settore della meccanica; sono, poi, 2 le aziende che operano nel commercio e altre 2 appartengono al comparto turistico.
Proseguendo nell’analisi delle 93 imprese innovative reggiane iscritte, va rilevato che i due terzi attengono ai servizi con una netta prevalenza (54 sulle 57 del comparto) delle attività di supporto alle imprese.

Nell’industria in senso stretto operano 30 startup, la metà è rappresentata dalle aziende metalmeccaniche; una quota pari al 16,7% del totale è costituita da imprese attive nella fabbricazione di computer, prodotti elettronici ed ottici e apparecchiature elettriche, mentre tre su dieci svolgono attività nell’ambito della trasformazione alimentare, del tessile-abbigliamento oppure del comparto edile o quello farmaceutico.

La forma giuridica prevalente è quella della società a responsabilità limitata, che si attesta oltre il 93% delle 93 imprese innovative; un ulteriore 5,4% ha scelto la forma giuridica della srl semplificata e una sola la forma della società cooperativa.

Analizzando, infine, agli indicatori economici e premesso che i dati di bilancio attualmente accessibili (relativi al 2019) riguardano solo il 67,7% delle imprese iscritte attualmente nel registro, emerge la dimensione ancora ridotta delle startup reggiane. Per due sole delle imprese il fatturato risulta compreso fra 1 e 2 milioni di euro; per un 11,1% il valore della produzione si colloca fra 500 mila e 1 milione di euro, per meno di un terzo delle aziende il valore è compreso i 100 e i 500mila euro, mentre per il restante 57,1% il fatturato non supera i 100 mila euro.

Altro indicatore che sottolinea l’ancora limitata dimensione delle imprese in esame è il valore di capitale sociale: per 55 startup (quasi il 60% del totale) non supera i 10.000 euro e il 31,5% ha un investimento iniziale compreso fra i 10 e i 50.000 euro; solo 8 imprese hanno un capitale sociale superiore ai 50 mila euro.

Delle 93 startup innovative della provincia di Reggio Emilia, inoltre, solo 13 risultano ad alto valore tecnologico in ambito energetico, sviluppando e commercializzando esclusivamente prodotti o servizi innovativi di tale ambito.



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