L’impegno di Coopservice su innovazione, sicurezza dei sistemi informativi, parità di genere, integrità è stato riconosciuto e certificato da Bureau Veritas, leader mondiale nei servizi di certificazione, ispezione, verifica di conformità.
La consegna ufficiale delle certificazioni è avvenuta nel corso di un evento in Coopservice, organizzato per valorizzare il lavoro di squadra, con cui i team di Coopservice e di Istituto di Vigilanza Coopservice Spa, hanno allineato le proprie modalità operative a quelle delle best practice di riferimento.
Roberto Olivi e Michele Magagna, rispettivamente presidente e direttore generale di Coopservice, hanno ricevuto l’attestazione di conformità alla ISO 56002 sui sistemi di gestione dell’innovazione, il certificato ISO 27001 sui sistemi di gestione della sicurezza informatica e il certificato UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere.
Parità di genere certificata anche per Istituto di Vigilanza Coopservice Spa: Antonio Di Prima, amministratore delegato, e Salvatore Fiorentino, direttore, hanno ricevuto – oltre al certificato UNI/PdR 125:2022 – anche la certificazione ISO 37001 sui sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione.

“Siamo orgogliosi di aver ottenuto questi riconoscimenti, per nulla scontati – commenta Roberto Olivi, presidente di Coopservice – Sono la dimostrazione del buon funzionamento della nostra strategia che coniuga innovazione operativa e sicurezza con la creazione di un ambiente di lavoro inclusivo e in grado di valorizzare le differenze”.
A consegnare i riconoscimenti è stata Roberta Prati, Certification & Industry Director di Bureau Veritas Italia, che ha affermato: “È un orgoglio poter contribuire con i nostri audit alla verifica e al miglioramento continuo dei processi delle aziende che, come Coopservice, scelgono di confrontarsi con le best practice a livello internazionale e nazionale, uscendo dall’autoreferenzialità. La verifica di un ente di parte terza indipendente è una garanzia per i clienti e per tutto il mercato”.







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sana invidia per quelli che il prosciutto non lo mangiano ma che due fette tagliate non troppo fini le hanno sempre sugli occhi....
Fabiola ha ragione.
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