Reggio, in zona stazione un piano di riqualificazione per favorire la sicurezza

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Liberare le energie positive, far respirare le diverse culture che costellano il quartiere e attuare, per favorire questo cammino, un programma di manutenzione e rinnovamento degli spazi pubblici che ospitano le relazioni e gli incontri. Una manutenzione fisica – che ha avuto quale primo risultato, nel 2019, la riqualificazione del parco delle Paulonie – che va di pari passo con una ‘manutenzione’ delle realtà immateriali, quelle socio-culturali e che ha quale conseguenza diretta e spontanea un accrescimento del presidio dei luoghi, della sicurezza e della coesione sociale.

E’ l’obiettivo strategico del nuovo Piano di azione che il Comune di Reggio Emilia, con il fondamentale contributo della Regione Emilia-Romagna nell’ambito di uno specifico Accordo di programma, attua nei prossimi mesi nella Zona Stazione, in particolare nell’area che gravita intorno a via Turri, con una logica di collaborazione fra istituzioni e cittadini residenti per estendere sempre più l'”effetto comunità”, la convivenza civile e quindi la sicurezza urbana a questa parte importante di Reggio Emilia.

“Si tratta di un progetto importante per la zona stazione che è parte strategica di una più ampia azione sul quartiere che comprende interventi già svolti come l’incremento della videosorveglianza, l’apertura di un punto di polizia e del Binario 49 e delle sue proposte culturali, ma anche interventi già in cantiere come l’insediamento della sede della Polizia locale – ha detto oggi il sindaco Luca Vecchi illustrando il progetto alla stampa – Abbiamo di recente incontrato le diverse realtà del quartiere e sottoscritto un patto per portare avanti azioni congiunte nei prossimi anni”.

“La zona stazione ci sta particolarmente a cuore e per questo vogliamo vincere la sfida di lavorare sulla sicurezza e sulla sua percezione attraverso azioni di riqualificazione urbana e sociale che guardano all’inclusione e al miglioramento dell’attrattività del quartiere, in particolare di piazza Domenica Secchi come luogo per i giovani dove inserire dotazioni per la pratica sportiva – ha aggiunto l’assessore alla Legalità e alla coesione sociale Nicola Tria – Vogliamo mettere al centro il capitale umano del quartiere attraverso la creazione di una cooperativa di comunità e azioni di contatto diretto con i residenti: dai progetti per le famiglie e i bambini, alla distribuzione alimentare per chi ne ha necessità, alla creazione di una radio che dia voce alle diverse anime del quartiere, alla promozione di iniziative culturali e di intrattenimento. Rispetto al tema della residenza, che resta un aspetto centrale, negli ultimi anni si è verificato un forte spopolamento del quartiere, tanto che oggi ci sono numerose abitazioni vuote, e l’area è caratterizzata da un forte turn over di presenze. I controlli capillari fatti insieme alla Polizia e all’Ausl hanno permesso di evidenziare che la situazione è meno critica del previsto e della percezione che si ha della zona. Di 1111 alloggi del quadrante stazione siamo entrati in 1044 abitazioni per controllare gli effettivi residenti, cosa che ha comportato la cancellazione di 492 residenze”.

Alla conferenza sono intervenuti anche il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Giammaria Manghi e i sindaci di Correggio Ilenia Malavasi e di Rio Saliceto Lucio Malavasi per presentare i progetti “Parchi sicuri 2019” finanziati dalla Regione

L’Accordo di programma tra la Regione Emilia Romagna e il Comune di Reggio Emilia indica quale valore del progetto 190.904 euro, di cui 80.000 euro per spese correnti e 110.904 euro per investimenti.

Il contributo regionale equivale a 133.500 euro, di cui 56.000 euro per le spese correnti e 77.500 euro per investimenti.

Liberare le energie positive: il progetto traduce l’idea in una sfida, ovvero nella costituzione di una nuova, e inedita, Cooperativa di Comunità, un soggetto di Innovazione sociale capace di valorizzare il capitale umano del luogo, tenere in dialogo le risorse presenti nel quartiere Stazione, tra di loro e con la popolazione residente, coinvolgendo anche gli ambiti urbani limitrofi come il quartiere Santa Croce e il quartiere Mirabello.

In particolare, la Cooperativa di Comunità è un modello di innovazione sociale dove i cittadini sono produttori e fruitori di beni e servizi, è un modello che crea sinergia e coesione in una comunità, mettendo a sistema le attività di singoli cittadini, imprese, associazioni e istituzioni, rispondendo così ad esigenze plurime di mutualità.

La Cooperativa di comunità, per essere considerata tale, deve avere come esplicito obiettivo, quello di produrre vantaggi a favore di una comunità alla quale i soci promotori appartengono. Questo obiettivo deve essere perseguito attraverso la produzione di beni e servizi che incidano sulla qualità della vita sociale ed economica della comunità. Quel che conta prioritariamente, per una Cooperativa di Comunità, prima ancora della tipologia delle attività svolte, è la finalità di valorizzare la Comunità di riferimento. Le cooperative di comunità valorizzano la centralità del capitale umano, il che significa impostare modelli organizzativi e gestionali che favoriscano la partecipazione e coinvolgimento. Si tratta di esperienze che coniugano le tematiche e valori della cittadinanza attiva, della sussidiarietà, della gestione dei beni comuni e la solidarietà. Perciò ogni cooperativa di questo genere è unica e inimitabile nel suo genere, dato che uniche sono le peculiarità della comunità, diversi i bisogni e le modalità di risposta che affondando le proprie radici nella storia e nei modi di essere di quella specifica comunità.

La sfida in via Turri non sarà semplice e proprio per questo non può non essere raccolta: la creazione di reti di cittadini, enti, associazioni, per rinsaldare i legami sociali ed attivare nuove occasioni di imprenditorialità e di crescita culturale.

Dopo il parco delle Paulonie, riqualificato e riaperto la scorsa primavera con rinnovati ed efficaci contenuti di accessibilità, sicurezza e qualità urbana, l’Accordo di programma offre ora l’opportunità di estendere queste caratteristiche all’attigua piazza Domenica Secchi e il suo Caffè Reggio, con un format progettuale analogo, in grado di apportare una rigenerazione funzionale, estetica e strutturale.

L’obiettivo è fare della piazza un spazio pubblico più attrattivo, inclusivo e accogliente. Verranno piantati 12 nuovi alberi, verrà integrata e potenziata l’illuminazione pubblica, saranno allestiti spazi per la pratica sportiva, fra cui il gioco del ping pong. Il potenziamento dell’offerta di funzioni ludico-sportive aggregative, amplierà l’attrattività dello spazio pubblico in particolare per la popolazione under 18. Si integreranno così le funzioni e le attività già presenti nel vicino Parco delle Paulonie, recentemente rivitalizzato attraverso un importante intervento di micro-rigenerazione urbana promosso dall’Amministrazione comunale.

La riqualificazione degli spazi pubblici coinciderà dunque con la ridefinizione e il rilancio delle loro funzioni come spazi civici di servizio all’intero quartiere e con diverse, specifiche vocazioni degli spazi stessi. Ad esempio il parco delle Paulonie è concepito principalmente per frequentatori al di sotto dei 14 anni, mentre piazza Domenica Secchi viene ripensata con attenzione a un pubblico di 14-18 anni.

La maglia dei luoghi del quartiere Stazione, in particolare lungo l’asse di via Turri, può così contare oggi sul nuovo parco delle Paulonie e sull’area per il gioco del Calcetto; sul centro Binario 49 nuovo Incubatore di economia solidale e sede di attività culturali, educative, incontri; sul Centro servizi collettivi di economia solidale.

Entro il 2020, la Zona avrà una nuova piazza Domenica Secchi, connessa appunto sul piano urbano e visivo con il parco delle Paulonie.

Il progetto mira a creare reti di cittadini e associazioni al fine di rinsaldare i legami e la coesione sociale, attivando nuove occasioni di imprenditorialità e crescita culturale; rinforzare il presidio educativo per minori e giovani; sostenere le famiglie in difficoltà economica; implementare una ‘webradio’; rafforzare le attività di prevenzione del danno e di prevenzione dei comportamenti a rischio; creare un cartellone di eventi culturali, musicali e di intrattenimento.

Grazie al progetto, a cui l’Accordo di programma Comune-Regione dà forza e gambe, si sviluppano azioni di aiuto capillari già esistenti o di nuova generazione, con l’impegno determinante di operatori di strada, associazioni di volontariato e culturali, cooperative sociali che vengono coinvolte ‘a monte’, assieme ai singoli cittadini, in percorsi di ascolto e individuazione dei bisogni.

Fra le azioni vi sono: il supporto alle famiglie residenti con la distribuzione della spesa alimentare; il rinforzo delle attività estive di collaborazione a famiglie, in particolare quelle con bambini e adolescenti; la raccolta delle “Voci” e e delle Storie del quartiere all’interno di un nuovo format di comunicazione per creare una narrazione comune e socialmente identificante nella Zona Stazione; il rinforzo delle attività di “Educativa di strada” a favore dei giovani e delle persone in stato di dipendenza; le diverse attività di formazione, i laboratori, l’animazione e gli spettacoli nelle piazze e nelle vie del quartiere.

Questa rete si va sviluppando accanto ad altre realtà consolidate del quartiere quali l’ufficio di Polizia locale e il posto di polizia della Polizia di Stato, che svolgono attività di presidio, prevenzione e repressione dei reati, contrasto alle occupazioni abusive di appartamenti e scantinati vuoti, oltre a svolgere a loro volta attività di ascolto.

La zona vede anche la presenza dei Servizi sociali con un Polo dedicato, un punto infermieristico gestito da volontari e un locale del Comune, denominato ‘Civico 27’, dove ha sede il servizio di Mediazione sociale dei conflitti e dove convergono alcune attività di volontariato. Sono presenti inoltre una Scuola di cinese, una Scuola dell’infanzia Lari, la parrocchia di Ospizio con diverse attività anche di carattere sociale ed educativo e il presidio educativo pubblico ‘Spazio Raga’ con attività di doposcuola.



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