Reggio, Festival Aperto: “New Ocean”

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Torna un altro appuntamento con la grande danza al Festival Aperto di Reggio Emilia, che accoglie mercoledì 16 ottobre 2019 (ore 20.30) al Teatro Ariosto, New Ocean di Richard Siegal /Ballet of Differnce, che con la sua prima coreografia a serata intera, rende omaggio a un grande maestro della danza moderna che avrebbe celebrato il suo centesimo compleanno nel 2019: Merce Cunningham. Il titolo New Ocean allude all’iconica opera di Cunningham Ocean, l’ultima collaborazione tra Cunningham e il compositore John Cage, che è stata presentata a Bruxelles nel 1994. Allo stesso tempo, New Ocean si riferisce alla storia di Siegal come coreografo. Dopotutto, la creazione UNITXT nel 2013 nasce come complemento a Biped di Cunningham, parte del Exits and Entrances commissione del Bavarian State Ballet.

Ispirato dal lavoro di Cunningham, organizzato in modo circolare e matematicamente strutturato in 128 frasi, lo spettacolo “ruota attorno” alla figura del cerchio. Contrariamente a Cunningham, tuttavia, Siegal mira a spezzare la forma del cerchio e lasciare che il caos penetri nel cosmo, una risposta alla condizione ecologica e socio-politica dei nostri tempi. Un orizzonte universale che è già definito nell’Iliade. Omero, infatti, considerava la divina personificazione di Oceanus non solo come il fiume che circonda la terra abitata e il padre di tutti i fiumi, ma, ancor più importante, come l’origine di tutta la vita.


Musicalmente, l’esplorazione del coreografo del principio oceanico segue l’approccio originale di Cage, che ha scritto un lavoro per un’orchestra di 150 musicisti. Un’esecuzione che combina il paesaggio sonoro elettronico dal suo collaboratore David Tudor. La composizione è rimasta un frammento ed è stata completata dopo la morte di Cage dal suo assistente Andrew Culver, secondo i principi di composizione del maestro. Anche Il pubblico di New Ocean (The natch’l blues) sarà immerso in emozionanti paesaggi sonori contemporanei. La musica attinge dall’album utp_ di Alva Noto, figura di spicco dell’attuale avanguardia elettronica, dal repertorio del compositore Ryuichi Sakamoto e da quello Ensemble Modern.


New Ocean non vuole essere il successore del gigantesco progetto di Cunningham, piuttosto, riflettendo sugli sviluppi ambientali del presente, Richard Siegal inventa un rigoroso sistema matematico che utilizza un algoritmo di nuova concezione per tradurre i rilevamenti dei cambiamenti climatici in azioni coreografiche. Siegal raccoglie alcuni principi del lavoro di Cunningham e li collega al linguaggio del suo Ballet of Difference.

RICHARD SIEGAL, definito «il più innovativo e accattivante dancemaker della sua generazione» (Süddeutsche Zeitung), lo statunitense Richard Siegal, nel 2016, fonda una compagnia che si distingue per uno spiccato approccio interdisciplinare, il cui nome è già esplicativo della sua visione artistica: Ballet of Difference. L’idea è quella di esplorare con la danza i limiti di ciò che è normale nella nostra società ponendo l’accento con forza sui concetti di migrazione e integrazione. Nel 2017 arriva per la prima volta in Italia a Bolzano Danza con My Generation. New Ocean è la sua seconda presenza italiana è ha debuttato, in prima nazionale, al Festival MilanOltre (Teatro Elfo Puccini).
Siegal è stato coreografo residente al Baryshnikov Arts Center di New York, al Muatwerk di Monaco di Baviera e alla Festspielhaus di St. Pölten e Artista Associato della Forsythe Company. Insignito di molti premi tra cui un Dance and Performance Bessie Award, del premio tedesco per il teatro Faust e del Premio Danza&Danza 2017. È membro onorario del Benois de la Danse del Bolshoi.



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