C’è la firma di tutti i gruppi di opposizione di Reggio Emilia sotto l’interpellanza al sindaco Massari sulla mancata comunicazione al consiglio comunale e alla città dei contenuti della deliberazione della Corte dei conti relativa alle partecipazioni societarie del Comune (con riferimento anche a Stu Reggiane), arrivata proprio durante un passaggio politicamente e amministrativamente decisivo come l’iter di approvazione del bilancio di previsione.
La commissione comunale di garanzia dello scorso 20 febbraio non ha convinto i consiglieri di opposizione, che hanno deciso di presentare un’interpellanza congiunta per chiedere risposte al primo cittadino.
Il sindaco Massari ha dichiarato che la deliberazione della Corte dei conti è stata ricevuta il 30 dicembre scorso ed è stata pubblicata sul sito del Comune un paio di settimane dopo, il 16 gennaio di quest’anno: “Ma solo dopo la richiesta pubblica del consigliere (di Fratelli d’Italia, ndr) Paglialonga”, fanno notare le opposizioni. Secondo queste ultime, però, il nodo non è solo quello della data di pubblicazione: “Non risulta nei tempi dovuti dai regolamenti comunali e dalle leggi una comunicazione formale e tempestiva al consiglio comunale, alle commissioni e alla città prima di discussioni e sedute cruciali sui documenti economico-finanziari. Come è possibile che chi governa non conosca o decida di non applicare le stesse regole che ha approvato?”.
Il documento della Corte dei conti richiama aspetti direttamente collegati a governance e costi delle società a controllo pubblico, e in particolare di Stu Reggiane, che gestisce decine di milioni di euro per la riqualificazione della zona delle ex Reggiane. La Corte rileva in particolare: la verifica su composizione e compensi degli organi amministrativi delle società in questione (principio dell’amministratore unico come regola, consiglio di amministrazione solo con motivazioni legate a esigenze organizzative e contenimento dei costi); i limiti ai compensi degli amministratori, richiamando il quadro transitorio che mantiene in vigore il principio per cui il costo annuale dei compensi non può superare l’80% del costo complessivamente sostenuto nel 2013; l’obbligo, per le amministrazioni socie, di fissare obiettivi specifici sul complesso delle spese di funzionamento (incluse quelle per il personale) delle società controllate e la necessità di atti e provvedimenti coerenti e pubblicati.
In sintesi, secondo le opposizioni reggiane: “Troppe consulenze e facilità nella gestione dei soldi pubblici”, ma più in generale “sono contenuti che incidono su indirizzi e controlli dell’ente: non possono circolare come un allegato tecnico ‘in ritardo’, né essere ridotti a una pubblicazione silenziosa”. Da qui il sospetto principale: “Perché il documento non è stato comunicato prima?”.
Nell’interpellanza si chiede perché non sia stato informato tempestivamente il presidente del consiglio comunale Matteo Iori e perché non sia stata data comunicazione di questi rilievi della Corte dei conti né nelle commissioni del 9, 15 e 16 gennaio né nella seduta del consiglio comunale del 12 gennaio, nonostante si fosse già nella fase di discussione del bilancio.
“Se un rilievo della Corte dei conti riguarda anche Stu Reggiane, il consiglio deve saperlo subito”, lamentano i firmatari dell’interpellanza: “La trasparenza non è un favore, è un dovere istituzionale garantito per legge; Pd e alleati gestiscono malamente la cosa pubblica e lo fanno con logiche disoneste”.
Le opposizioni chiedono dunque risposte puntuali su: responsabile del procedimento, flusso interno (presa in carico, smistamenti, tempi), motivi del ritardo e soprattutto misure operative verificabili per garantire che gli atti di controllo esterno vengano comunicati immediatamente – e non “a cose fatte” – al consiglio e, di conseguenza, alla città. La risposta del sindaco Massari in aula, preannunciano i firmatari dell’interpellanza, sarà poi inviata alla stessa Corte dei conti e all’Anac (Autorità nazionale anti-corruzione).






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