Reggio, insorgono le opposizioni: “Cantergiani controlla gli atti dei consiglieri?”

Gianluca Cantergiani Pd – CC

I consiglieri comunali reggiani di opposizione, dopo aver chiesto e ottenuto un colloquio chiarificatore con il segretario generale del Comune di Reggio Emilia Marengo, hanno depositato un’interpellanza pubblica rivolta al sindaco Massari per chiedere chiarimenti sui compiti effettivamente svolti da Gianluca Cantergiani, ex capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale ed ex segretario cittadino del Pd, oggi componente della segreteria del sindaco.

Il colloquio puntava a chiarire quale fosse il ruolo di Cantergiani rispetto alla gestione degli atti consiliari, e in maniera specifica delle richieste di accesso agli atti presentate dai consiglieri di opposizione, alle quali – secondo questi ultimi – Cantergiani avrebbe accesso e potere di gestione relativamente alla tempistica delle risposte.

Con sorpresa dei consiglieri di opposizione, dopo aver concordato con il segretario generale di redigere un verbale dell’incontro, Marengo ha fatto marcia indietro con una nota nella quale si sosteneva che la verbalizzazione dell’incontro “avrebbe potuto prestarsi a letture improprie, non corrette e potenzialmente lesive e avrebbe rischiato di ingenerare fraintendimenti, dando, potenzialmente, alla verbalizzazione una valenza diversa da quella che essa naturalmente possiede”. Una nota che, per i consiglieri di opposizione, “rivela un evidente imbarazzo che suscita non poche perplessità sulla sua origine, evidentemente successiva all’incontro”.

L’intera opposizione, vista la mancata risposta, ha quindi deciso di presentare un’interpellanza unitaria sugli stessi temi direttamente all’attenzione del sindaco, firmata da Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli (Coalizione civic), Giovanni Tarquini e Carmine Migale (lista civica Per Reggio Emilia), Claudio Bassi (Forza Italia), Alessandro Rinaldi (Lega), Cristian Paglialonga, Letizia Davoli, Lorenzo Melioli, Alessandro Aragona, Mattia Marziani e Gianluca Vinci (Fratelli d’Italia): “L’iniziativa nasce dall’esigenza di garantire procedure certe, tracciabili e uniformi per il trattamento degli atti consiliari e delle richieste documentali, nel pieno rispetto delle prerogative di tutti i consiglieri, a maggior ragione delle opposizioni.

L’interpellanza chiede al sindaco Massari e alla giunta comunale di chiarire catena di responsabilità, perimetro delle mansioni, accessi ai flussi documentali e garanzie di terzietà, anche alla luce della voce contrattuale del contratto di Cantergiani che prevede “attività di raccordo con il consiglio comunale e con le commissioni consiliari”.

Dai documenti acquisiti, Cantergiani risulta assegnato all’Unità organizzativa di supporto alle attività del sindaco, della giunta e degli assessori, con profilo di “Funzionario servizi di comunicazione”, area Funzionari/EQ, part-time 18 ore settimanali; per l’incarico risulta un trattamento economico indicato in 26.691 euro lordi annui e un emolumento unico accessorio quantificato in 7.500 euro lordi, corrisposto su 13 mensilità, oltre al trattamento tabellare previsto dal Ccnl.

Per quanto riguarda le mansioni, invece, tra le attività riportate figurano: relazioni istituzionali e rapporti con i cittadini; rapporti con stakeholder, consulte e comitati; processi partecipativi e reti territoriali; raccolta ed elaborazione dati per risposte ai cittadini; raccordo con consiglio comunale e commissioni, con focus sulla semplificazione delle comunicazioni con i consiglieri e sulla digitalizzazione dell’organo collegiale. È inoltre indicato che non può svolgere attività gestionali e/o istituzionali proprie dell’amministrazione.

Per i consiglieri di opposizione “la città ha bisogno di scelte chiare e allo stesso tempo non è tollerabile alcuna zona grigia sulla gestione degli atti dei consiglieri: le richieste documentali e gli atti consiliari devono seguire regole trasparenti e verificabili, senza interferenze e senza filtri politici, reali o percepiti. Per questo chiediamo risposte pubbliche e atti conseguenti per chiarire: se il ruolo è solo di mero supporto organizzativo e digitale, lo si definisca con precisione; se invece esiste anche solo il sospetto che qualcuno possa incidere su tempi, modalità o contenuti dei riscontri agli atti consiliari, il sindaco deve intervenire per ripristinare un perimetro inequivocabile e garantire un clima istituzionale civile e corretto. Se non avremo rassicurazioni e cambiamenti, valuteremo ulteriori azioni per tutelare le prerogative dei consiglieri e la trasparenza dell’istituzione”.



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