Dopo i flash mob organizzati in piazza Maggiore a Bologna, dove gli organizzatori anno parlato di 13mila persone scese in strada e dopo quello di piazza del Duomo a Modena, dove sono state stimate dalle 6 alle 7mila presenze, sabato prossimo il movimento delle sardine propone ‘Reggio non si Lega’, con il flash mob che toccherà la città di Reggio Emilia con appuntamento alle 18.30 in piazza Prampolini, sotto il Comune. A organizzare l’evento un gruppo di dieci persone tra cui Stefano Salsi, di professione comunicatore. “Abbiamo percepito la voglia di scendere in piazza anche a Reggio e di riappropriarci della nostra città – ha detto all’Ansa – Tutto ciò era qualcosa che mancava da tempo. L’obiettivo è essere in tanti, stretti come sardine e tutti col sorriso. Salvini è già stato a Reggio e sabato non ci sarà? Questo depone a nostro favore in un certo senso perché significa che non c’è una strategia, ma semplicemente la voglia di esserci”.
Chi sono gli inventori del movimento. L’ideatore si chiama Mattia Santori, 32enne laureto in Scienze Politiche e istruttore di frisbee. È stato lui a mandare un messaggio agli altri tre amici, conosciuti ai tempi dell’università. “L’idea mi è venuta perché non riuscivo a dormire”, ha raccontato al Resto del Carlino. Ha visto che Salvini e Bergonzoni avevano organizzato la serata al Paladozza e ha pensato di portare in piazza l’altra faccia di Bologna. Quella che non vota Lega. Ad aiutarlo: Andrea Garreffa, 30 anni, guida turistica; Roberto Morotti, 31 anni, ingegnere impegnato nel riciclo; Giulia Trappoloni, 30 anni, fisioterapista.






Ultimi commenti
Infatti la nostra è una finta democrazia, mai come ora è stato così evidente...questa europa è destinata ad implodere con o senza guerre si vedrà.
tutto molto bello, pero' se in stazione abbiamo l'Esercito mi auguro che nelle nuove Ramblas ci mettano come minimo un presidio con l'Ejército de Tierra....
Ma quali famiglie coinvolte?! Avete letto, voi coordinamento di forza italia, che razza di sorte toccherebbe loro? Ri.prendete in mano quel famigerato progetto e rendetevi
Quadro perfetto della locale "intellighenzia": incapace, supponente e sfruttatrice dell'altrui buona fede. Sempre si torna al pifferaio di Hamelin.
Ah i tavoli di confronto, i gruppi di lavoro, per non parlare del raccordo fra le istituzioni! Un'autentica libidine socio.psico.educativa degna delle prime innovazioni annunciate […]