A Reggio Emilia il consigliere comunale del Partito Democratico Antonio Casella è di nuovo nella bufera. Dopo il caso dell’infelice frase sulla morte di Umberto Bossi (“Per fortuna l’ideatore di questa cosa qua – il chiamare le persone meridionali “inferiori”, ndr – qualche mese fa il nostro Signore l’ha chiamato”, aveva detto durante il consiglio comunale del 28 settembre), per la quale poi si era scusato, l’esponente dem è finito un’altra volta nel mirino delle opposizioni.
In questo caso a chiederne le dimissioni, con un ordine del giorno urgente che sarà presentato in occasione del prossimo consiglio comunale, sono i partiti del centrodestra: Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.
Il motivo? C’entra un’altra frase pronunciata dal consigliere del Pd nella stessa seduta, quella del 28 settembre scorso: Casella, durante il suo intervento, riferendosi alle persone che commentano con espressioni razziste o antimeridionaliste i post sui social, ha parlato di “quelle fecce che vi votano, perché quella gente lì, poi, vi vota”.
L’ordine del giorno, sottoscritto da tutti i consiglieri comunali dei tre partiti del centrodestra, invita il Partito Democratico e il suo gruppo consiliare “a esprimere pubblicamente e inequivocabilmente la propria posizione sulle dichiarazioni pronunciate dal consigliere Casella, alla luce dei principi di correttezza istituzionale, rispetto e decoro della funzione pubblica”, e chiede allo stesso Casella di “assumersi la responsabilità politica e istituzionale delle dichiarazioni pronunciate […] e di rassegnare le proprie dimissioni”.






Casella si è scusato delle parole uscite ma dentro le idee ci sono ma non si dicono. Infatti poi le ha dette. E molti la pensano come lui ma non le dicono. Questo mondo interiore aggressivo e svalorizzante sembra essere la bussola di certi partiti di sinistra e centro sinistra. Un livore che parte dalla paura di perdere i “diritti acquisiti” che sono l’aborto, l’utero in affitto, il matrimonio egualitario, l’eutanasia legale, il gender, sulla carta di identità dei bambini far sparire la parola madre e padre, il non assenso firmato dei genitori sull’educazione sessuale in terza media e i primi anni delle superiori, la marjuana libera, il percorso di transizione da un sesso biologico all’altro…..concetti che sembravano già fatti assorbire alla società. Un tale livore con tanti sorrisi e con toni all’apparenza democratica che sembrano una concessione (bontà loro) a chi non la pensa come loro. sembra il loro stile.
La realtà e il diritto alla vita non sono concessioni e quando hanno capito di non essere più maggioranza il loro castello di idee traballa.