A due giorni di distanza dai fatti, il consigliere comunale del Partito Democratico Antonio Casella si è scusato per l’infelice frase sulla morte del fondatore della Lega Nord Umberto Bossi: “Per fortuna l’ideatore di questa cosa qua (il chiamare le persone meridionali “inferiori”, ndr) qualche mese fa il nostro Signore l’ha chiamato”, aveva detto durante la seduta di lunedì 28 settembre del consiglio comunale di Reggio Emilia.
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“Da meridionale emigrato al nord ormai molti anni fa, il tema del razzismo mi tocca profondamente perché l’ho vissuto sulla mia pelle”, spiega ora Casella: “Lunedì, nella concitazione del momento, mi sono espresso in modo assolutamente improprio e non rispettoso del ruolo istituzionale”.
Poi le scuse: “Mi scuso profondamente con il consiglio comunale, la famiglia Bossi e tutte le persone che gli hanno voluto bene. Un capotreno non dovrebbe mai uscire dai binari, purtroppo questa volta è successo e chiedo scusa”.
Nessun accenno, invece, a eventuali dimissioni, che erano state richieste a gran voce da Alessandro Rinaldi, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Reggio; anche la Lega nazionale aveva detto di aspettarsi “scuse pubbliche e dimissioni immediate”. Le prime sono arrivate, le seconde no: per il momento Casella resta al suo posto.






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