“Per fortuna l’ideatore di questa cosa qua (il chiamare le persone meridionali “inferiori”, ndr) qualche mese fa il nostro Signore l’ha chiamato”. È bufera sulle parole pronunciate dal consigliere del Pd Antonio Casella durante la seduta del consiglio comunale di Reggio Emilia di lunedì 28 settembre. Il riferimento è ovviamente a Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord, morto lo scorso 19 marzo.
Alessandro Rinaldi, capogruppo reggiano del Carroccio, ha immediatamente chiesto le dimissioni di Casella: “Il consigliere Casella ha dimostrato, con le parole pronunciate in aula, di non avere il rispetto necessario per il ruolo istituzionale che ricopre. Dopo aver espresso pubblicamente compiacimento per la morte di Bossi, dovrebbe avere la dignità di dimettersi”.
“Sentire pronunciare parole di questo tenore all’interno dell’aula del consiglio comunale è una vergogna”, attacca Rinaldi: “Si può essere avversari politici, si possono contestare duramente le idee di Umberto Bossi, ma manifestare compiacimento per la morte di una persona è qualcosa che nulla ha a che vedere con il confronto democratico”.
“Ancora più grave”, secondo il consigliere leghista, “è che ciò sia avvenuto in un’aula istituzionale, che dovrebbe rappresentare la massima espressione della democrazia cittadina. Chi siede in quei banchi rappresenta i cittadini e ha il dovere di mantenere un livello di rispetto e responsabilità adeguato al ruolo che ricopre”.
Quello di Casella, aggiunge Rinaldi, “è un modo indegno di concepire l’avversario. Per questo gli chiedo pubblicamente di assumersi la responsabilità delle proprie parole e di rassegnare le dimissioni da consigliere comunale”. Ma non solo: “Chiedo inoltre al Partito Democratico di Reggio di chiarire pubblicamente se ritenga compatibili con il ruolo istituzionale ricoperto da un proprio consigliere parole di questo tenore”.
La politica, conclude il capogruppo leghista, “può essere dura e lo scontro può essere anche aspro, ma il rispetto per una persona defunta e per le istituzioni non può essere sacrificato sull’altare della contrapposizione politica. L’aula del consiglio comunale merita di più”.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Lega nazionale, che ha parlato di “parole ignobili e indegne” da parte del consigliere Casella: “Esprimiamo profonda indignazione per dichiarazioni di una gravità inaudita, che offendono la memoria di Umberto Bossi, la sua famiglia e tutta la comunità della Lega. Gioire per la morte di un avversario politico supera ogni limite di decenza, rispetto e dignità istituzionale. Il Pd si dissoci immediatamente e senza ambiguità e prenda provvedimenti nei confronti del proprio consigliere. Da Casella ci aspettiamo scuse pubbliche e dimissioni immediate”.
“Parole vergognose e indegne di chi ricopre un ruolo istituzionale” anche secondo Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo: “Umberto Bossi era una persona alla quale sono profondamente legato e che ha rappresentato una parte fondamentale della storia della Lega e della politica italiana. Si possono avere idee diverse e confrontarsi duramente, ma davanti alla morte di una persona dovrebbe esserci almeno il rispetto. Qui quel limite è stato ampiamente superato”.
“Non considero queste parole una semplice uscita polemica”, aggiunge Borchia, “ma un’offesa alla memoria di Bossi, alla sua famiglia e a tutta la comunità leghista. Ancora più grave è che a pronunciarle sia una persona che siede in un consiglio comunale e che dovrebbe avere piena consapevolezza della responsabilità e del decoro richiesti da un incarico pubblico”.
Borchia chiede quindi al Partito Democratico “una presa di distanza immediata, chiara e senza ambiguità: dimostri con i fatti se ritiene compatibili queste parole con il rispetto delle istituzioni”. Quanto a Casella, “mi aspetto che si dimetta. Chi dimostra un così scarso senso del ruolo istituzionale e del rispetto che esso impone dovrebbe avere la responsabilità di fare un passo indietro. Non è una questione di censurare le opinioni politiche: è una questione di dignità dell’istituzione che si rappresenta”.






Rappresentazione neo.plastica del livello socio culturale di certi rappresentanti del campo…stretto di mentalità dotato di radicato paraocchi e livore. Avanti piddino!
Il consigliere PD Casella ha anche definito “feccia” gli elettori di centro destra, complimenti davvero.
Questi sarebbero i politicamente corretti del linguaggio inclusivo e delle schwa?
Casella torna in Campania, Reggio Emilia non sentirà la tua mancanza.
…con quella bocca può dire ciò che vuole: ricordate il refrain di uno storico spot tv?
Il consigliere comunale del Partito Democratico di Reggio Emilia, Antonio Casella, è nato a Napoli il 10 novembre 1967.
Rappresenta, in forma di macchietta, il tipo di meridionale che si auto ghettizza, con il suo evidente complesso di inferiorità.
Casella non sa nemmeno che Umberto Bossi non disprezzava i meridionali, (la sua seconda moglie è siciliana, nata a Catania!), non tutti, solo quelli con la mentalità mafiosa, parassitaria …
No, “Ma Casella, Casella non lo sa, e quando passa ride tutta la città” … per parafrasare una antica canzonetta molto popolare …
A quanto pare, Casella non sa bene nemmeno l’italiano, vista la costruzione lessicale, claudicante, delle frasi che pronuncia …
Però il PD ha pensato bene di farlo eleggere consigliere comunale. Si vede che di meglio non ha …
Buona vita. Alessandro Raniero Davoli
Rappresentazione neo.plastica del livello socio culturale di certi rappresentanti del campo…stretto di mentalità dotato di radicato paraocchi e livore. Avanti piddino!
Certo che è un attimo pestare un “merd1″….un minimo di attenzione e buon senso sarebbe d’obbligo nel bagaglio di chi intraprende certe carriere….
…con quella bocca può dire ciò che vuole: ricordate il refrain di uno storico spot tv?
Dunque ci sono consiglieri da spot!?