Era inevitabile che l’intervista concessa dal sindaco di Reggio Emilia a un quotidiano locale, in cui Massari traccia un bilancio del suo primo anno e mezzo di mandato definendolo “intenso” ma dicendosi “soddisfatto”, e sostenendo di aver “affrontato di petto le maggiori criticità della città”, non passasse inosservata, e infatti così è stato.
Al sindaco ha replicato a stretto giro, per esempio, il consigliere comunale e regionale reggiano di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona: “Parafrasando il titolo di un celebre film con Michael Douglas, potremmo definire quello dell’amministrazione Massari ‘un anno e mezzo di ordinaria follia’. Il tentativo del sindaco Massari è encomiabile, ma cozza con quella che è l’ineludibile realtà dei fatti”.
Per Aragona “è la prima volta, per chi ha memoria storica, che la città avverte, fin dal primo momento dell’insediamento della giunta, una sensazione di totale e completa inadeguatezza. Se di norma ogni nuova amministrazione giova, almeno inizialmente, di uno slancio dettato dall’inizio di una nuova fase politica, in questo caso siamo davanti a una lenta e graduale agonia che ha l’eccezionalità di essersi manifestata fin dal primo giorno”.
Una consapevolezza, sempre secondo Aragona, “ormai diffusa in tutta la comunità reggiana al di là dell’estrazione politica, che deriva a monte da una scelta di apparato che ha sacrificato la città alla spartizione correntizia. I risultati non potevano che essere quelli che oggi sono sotto gli occhi di tutti, in una galleria degli orrori difficilmente collezionabile da chiunque in così breve tempo”.
“Un’inazione dell’azione politica rara, a cui si aggiunge l’incredibile capacità di mandare in frantumi, come elefanti in una cristalleria, i rapporti con le comunità cittadine e gli stakeholders locali. Ancora una volta ci si lamenta dell’assenza dell’imprenditoria locale, a cui si chiedono sforzi ulteriori, senza chiedersi cosa invece l’amministrazione stia facendo per rendere attrattivi gli investimenti, a partire proprio dal centro storico. Nulla: né in termini di sicurezza, né in termini di accessibilità, né sulle politiche per il turismo, per le quali siamo ultimi in regione”.






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