Reggio, Coalizione Civica all’attacco: “Il consiglio comunale non sa nulla del progetto Virtus Lab”

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Nelle ultime settimane l’associazione degli industriali di Reggio ha lanciato il progetto Virtus Lab, che si propone di offrire opportunità occupazionali a circa tremila giovani lavoratori provenienti da tutta Italia, e in particolar modo dal Mezzogiorno.

Il progetto, tuttavia, ha suscitato da subito malumori: in primis nei sindacati, ma anche in consiglio comunale, soprattutto tra i banchi dell’opposizione, che lamenta di aver appreso di questa iniziativa non in sede istituzionale bensì attraverso la stampa.

Tra le posizioni critiche, in prima fila ci sono i consiglieri comunali di Coalizione Civica
 Fabrizio Aguzzoli e Dario De Lucia: “Come può pensare Unidustria che portare tremila persone sul territorio, per un’azione di formazione lodevole sia chiaro, non sia un tema di rilevanza pubblica e che ci siano questioni pratiche (queste persone avranno bisogno di alloggio, vitto, mobilità, conoscere la città, servizi) che devono essere viste insieme? 
Anche perché l’obiettivo, ci sembra di capire, è che questi lavoratori si fermino a lavorare ma anche a vivere sul territorio reggiano”.

Per Aguzzoli e De Lucia “non c’è stata nessuna votazione sull’accordo in aula, nessuna commissione, nessuna informazione è stata data ai consiglieri comunali. Sappiamo solo che il sindaco Luca Vecchi e l’assessora Curioni sono stati invitati a degli incontri pubblici (l’ultimo quello del 14 dicembre con Unindustria, al quale ha partecipato l’assessora Curioni), ma non hanno relazionato nulla all’aula
”.

Secondo Coalizione Civica
 non è solo un problema di forma, ma anche di sostanza: “Come presidente della commissione Affari generali e istituzionali, amministrazione e bilancio richiederò una commissione in cui ci sia la presentazione pubblica del progetto Virtus Lab coinvolgendo, oltre che Unindustria, anche (se lo vorranno) le parti sindacali, di cui ho apprezzato le proposte e i temi”, ha annunciato Aguzzoli.

Come hanno sottolineato i due consiglieri comunali, sono tante le domande ancora senza una risposta: “Il progetto è stato pubblicizzato come prioritariamente rivolto ai giovani inoccupati del centro-sud: ciò significa che sul nostro territorio non ci sono potenziali giovani da inserire? È stata fatta un’analisi in tal senso? Si parla di 800 ore di corsi di formazione gratuiti, di cui un terzo circa di stage: se un giovane si trasferisse, come auspicato, dal centro-sud, dovrebbe garantirsi vitto e alloggio a sue spese per alcuni mesi? I periodi di stage presso le imprese saranno retribuiti? Se sì, come?”.

“Viene dichiarato inoltre – hanno concluso Aguzzoli e De Lucia – che al termine dei corsi ci saranno concrete chance di occupazione. Concrete possibilità di occupazione non sono certezza di occupazione: cosa dovrebbe spingere i candidati a lasciare la propria famiglia e a frequentare corsi di formazione, sobbarcandosi potenzialmente anche costi, senza alcuna garanzia? E al termine dell’iter formativo quale tipologia di assunzione verrà proposta a questi candidati? Entreranno a tempo indeterminato da subito oppure no?”.



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