Nel pieno della bufera per la rinuncia del gruppo di insegnanti, educatrici ed educatori di alcune scuole ebraiche statunitensi alla visita di studio al Centro internazionale Loris Malaguzzi, Reggio Children prova a correre ai ripari facendo il punto sulla genesi e sugli scopi della Carta “Per una educazione democratica e partecipata”, presentata di recente alla Consulta delle scuole e dei nidi d’infanzia della città.
Per l’Istituzione scuole e nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia, la Fondazione Reggio Children e Reggio Children srl la Carta in questione “è l’unico documento ufficiale che rappresenta la posizione del Sistema”, spiega la società, ma la ricostruzione non torna: era stata la stessa Reggio Children, soltanto pochi giorni fa, ad annunciare che alle delegazioni statunitensi e israeliane in arrivo sarebbe stata richiesta – “in risposta alle preoccupazioni emerse in città”, era stata la motivazione – un’ulteriore presa di distanza esplicita dalle politiche del governo di Israele guidato da Benjamin Netanyahu.
La Carta, in ogni caso, nasce dal Regolamento delle scuole e dei nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia, che definisce l’educazione un “terreno di incontro dove si pratica la libertà, la democrazia, la solidarietà e si promuove il valore della pace”.
La Carta, spiega Reggio Children, “ne riprende i fondamenti e li rende espliciti: la dignità di ogni persona, a partire dalle bambine e dai bambini; il contrasto a ogni discriminazione; il ripudio della guerra e la condanna di ogni genocidio; scuole che, in ogni Paese, restino fuori da ogni forma di militarizzazione; un’educazione alla nonviolenza capace di superare la cultura del nemico”. Poi una precisazione: “Nessun governo e nessun Paese vi sono nominati: i princìpi valgono ovunque, e per chiunque”.
Il lavoro sulla Carta, ricorda Reggio Children, ha preso forma all’inizio del 2026 “per accompagnare la vita quotidiana delle scuole con un momento di riflessione comune sui propri princìpi”. Successivamente, in un incontro che ha riunito l’Istituzione, Reggio Children e l’amministrazione comunale di Reggio, “è maturata la decisione di dare a quei princìpi la forma di un testo scritto” e lo scorso giugno è iniziata la stesura della Carta.
Da quel momento il documento “è cresciuto nel confronto”, secondo Reggio Children. A giugno le sue intenzioni sono state presentate alla Consulta Infanzia Città, poi alle équipe pedagogiche; in estate le prime stesure sono state condivise con il network internazionale di Reggio Children durante incontri dedicati; parallelamente è stato avviato anche un confronto con i vari gruppi di studio internazionali e i suoi rappresentanti.
A settembre, poi, il testo è stato discusso dalla commissione paritetica dell’Istituzione, alla presenza del personale e delle rappresentanze sindacali, dal gruppo della convenzione tra Istituzione e Reggio Children e dall’équipe allargata. A fine mese lo hanno letto e commentato i rappresentanti di tutti i nidi e le scuole dell’infanzia comunali, all’inizio di ottobre invece è arrivato alla segreteria dei Consigli Infanzia Città, che riunisce genitori e personale. Il 6 ottobre, infine, il testo è approdato alla Consulta Infanzia Città, l’organismo in cui si incontrano i consigli di tutte le scuole e i nidi di Reggio.
Per Reggio Children “il percorso e il confronto non sono finiti, continuano, perché la Carta è aperta. Ma l’idea di fondo è ribadire a tutto il mondo che le scuole sono laboratori di pace, da cui partire per creare quella cultura del dialogo, del rispetto, dell’ascolto. Le relazioni di Reggio Children nel mondo sono fatte soprattutto di persone: insegnanti, educatrici ed educatori, pedagogisti, scuole, singoli individui che in molti Paesi lavorano con il Reggio Emilia Approach®. A tutti coloro che entreranno in relazione con il Sistema la Carta sarà illustrata e proposta, senza alcuna distinzione di provenienza, appartenenza o storia personale. I suoi princìpi restano fermi. Le parole con cui li esprime potranno precisarsi nel confronto con contesti, lingue e culture diverse”.
Tra gli impegni che la Carta assume c’è anche quello di promuovere dibattiti pubblici insieme a chi lavora con il Reggio Emilia Approach nei diversi Paesi del mondo. Il primo appuntamento è in programma giovedì 22 ottobre alle 18 (online e di persona al Centro Malaguzzi) con il Parents Circle – Families Forum, l’organizzazione che riunisce famiglie israeliane e palestinesi che hanno perso un familiare nel conflitto.
Fondata nel 1995 da Yitzhak Frankenthal e da un gruppo di famiglie israeliane, “i suoi membri – spiega Reggio Children – hanno scelto di trasformare il proprio dolore in un lavoro di dialogo e di riconciliazione, che portano nelle scuole, nelle comunità e negli incontri pubblici, in Israele, in Palestina e nel mondo”.
A questo primo incontro del ciclo ne seguiranno altri nei prossimi mesi.






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