È Catia Silva la nuova responsabile provinciale reggiana del dipartimento di Fratelli d’Italia per le vittime delle mafie. Ex consigliera comunale della Lega Nord a Brescello, impegnata per anni a denunciare la presenza della ‘ndrangheta nella città emiliana, nel 2010 fu avvicinata e minacciata da alcuni personaggi legati ai clan – tra cui Salvatore Grande Aracri, figlio del boss Francesco, e Alfonso Diletto – nel tentativo di farle ritrattare alcune sue dichiarazioni a mezzo stampa. Prima delle elezioni amministrative del 2009, inoltre, il referente dell’epoca di Forza Italia propose alla Silva alcuni nominativi di persone che la stessa Silva rifiutò di candidare, rilevando parentele con personaggi già noti alle forze dell’ordine per questioni di mafia.
A ufficializzare la nomina è stato il coordinatore provinciale del partito Alessandro Aragona: “Grazie all’impegno antimafia per il suo territorio, Catia Silva ha raggiunto risultati importantissimi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nella Bassa Reggiana. Per questo Fratelli d’Italia è lieta di affidarle questo importante ruolo come riconoscimento della sua fondamentale attività contro le mafie locali, che non si è fermata neppure dopo le minacce e le intimidazioni ricevute dai capoclan dell’ndrangheta”.
Fratelli d’Italia, ha aggiunto Aragona, “è in prima fila nella lotta alla malavita e alle pressioni che essa esercita. Ricordiamo che, in completa solitudine, Catia Silva denunciò la presenza della mafia a Brescello ben prima del commissariamento. Oggi più che mai bisogna tenere aperti gli occhi e saper cogliere i segnali di criticità: con le difficoltà economiche portate dall’emergenza sanitaria le mafie rischiano di proliferare sempre di più”.
Sulla stessa linea il deputato reggiano di Fratelli d’Italia Gianluca Vinci, che ha commentato così la nomina: “Un ruolo che riconosce la sua forza e il suo coraggio nel denunciare e far conoscere a tutti la presenza di associazioni mafiose sul territorio, in anni nei quali la sinistra negava tutto. Ci onora appoggiarla in questa battaglia”.






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