È stato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza Carmine Sarcone, 43 anni, fratello dei più noti Nicolino e Gianluigi, esponenti di vertice (come emerso durante il maxi-processo Aemilia) delle cosche di ‘ndrangheta attive in Emilia, nonché di Giuseppe Sarcone Grande, arrestato nel marzo del 2021 nell’ambito dell’operazione Perseverance.
La misura di prevenzione personale, della durata di cinque anni, è stata richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna – che considera Carmine Sarcone come “soggetto con pericolosità qualificata” – sulla scorta degli accertamenti dei carabinieri dei nuclei investigativi di Reggio e di Modena: la misura comporterà, tra le altre cose, l’obbligo di dimora nel territorio comunale di residenza e il divieto di lasciare la propria abitazione durante le ore notturne.
Imputato anch’egli nel processo Aemilia, Sarcone è stato giudicato in una fase successiva rispetto al procedimento principale. Nel giugno del 2019, al termine del processo con rito abbreviato, il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Bologna lo ha condannato a dieci anni di reclusione, e nel novembre del 2020 la Corte d’appello felsinea ha confermato la condanna, pur abbassando la pena a nove anni di carcere; ma la quinta sezione della Corte di cassazione, lo scorso aprile, ha disposto l’annullamento della sentenza di secondo grado e il rinvio in appello affinché venisse celebrato un nuovo processo, attualmente in corso.
Decorsi i termini per la custodia cautelare, lo scorso 7 ottobre Carmine Sarcone è stato scarcerato, ma pochi giorni dopo è stato raggiunto dalla misura della sorveglianza speciale.







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No mi dispiace Reggio è pure Matildica e tutto lo fa ancora sentire... persino la famiglia materna di Loris Malaguzzi lo dimostra. Nobiltà di mente