Come già avvenuto a fine gennaio, martedì 3 febbraio a Reggio Emilia – su impulso del questore Carmine Soriente – è stato effettuato un altro servizio straordinario interforze di controllo del territorio (cosiddetto “alto impatto”) in due aree della città ritenute tra le più sensibili e a rischio degrado: nel mirino sono finite di nuovo la zona adiacente alla stazione ferroviaria storica, ormai osservata speciale permanente, e poi stavolta anche il cuore del centro storico, in particolare l’area dei teatri e dell’isolato San Rocco.
Durante la giornata sono state identificate 68 persone, di cui 22 con precedenti. Due persone sono state denunciate con l’accusa di porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere: una donna italiana di 39 anni e un uomo tunisino della stessa età, entrambi con precedenti ed entrambi trovati in possesso di coltelli, che al termine degli accertamenti sono stati sequestrati.
Il personale dell’Ufficio polizia amministrativa e sociale, assieme a quello dell’Ausl reggiana, dell’Ispettorato del lavoro e della Guardia di finanza, ha inoltre sottoposto a controlli mirati sei esercizi commerciali: in quattro di questi sono state riscontrate irregolarità fiscali e la presenza di lavoratori non in regola, motivo per cui le attività commerciali in questione sono state sanzionate amministrativamente.
Il servizio, coordinato da un funzionario della Questura di Reggio, ha visto la partecipazione di diverse pattuglie della Polizia di Stato, appartenenti in particolare al Reparto prevenzione crimine Emilia-Romagna Occidentale, all’Ufficio di polizia amministrativa e sociale, alla Squadra mobile, all’Ufficio immigrazione e all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura reggiana – coadiuvate da un’unità cinofila della Polizia locale, una pattuglia dei carabinieri e da personale dell’Asl, dell’Ispettorato del lavoro e della Guardia di finanza per i servizi di specifica competenza.
La Questura reggiana ha ribadito che continuerà a organizzare periodicamente questi servizi straordinari di controllo del territorio cosiddetti “alto impatto” “con l’obiettivo, da un lato, di prevenire e contrastare spiacevoli episodi di criminalità comune e, dall’altro, di restituire ai cittadini reggiani determinate zone della città maggiormente esposte a tali criticità”.






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