Reggio, al parco della Resistenza cartelli fai-da-te “Attenzione: amianto”

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“Attenzione: presenza residui di amianto”. Mentre le operazioni di bonifica procedono a singhiozzo, in questi giorni alcuni cittadini hanno affisso una decina di cartelli fai-da-te con questa dicitura ad alberi e recinzioni del parco della Resistenza di Reggio, dove nei mesi scorsi sono stati rinvenuti a più riprese dei frammenti di cemento amianto staccatisi della copertura dello stabilimento di Inalca durante l’incendio scoppiato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi nell’area del vicino polo industriale di via Due Canali.

A ormai oltre cinque mesi dal grave incidente, non è ancora stata completata la bonifica totale delle aree circostanti dai frammenti residui di cemento amianto sparsi durante il rogo di quella notte in tutte le direzioni.

Il Comitato Amianto Zero di Reggio da mesi – ma in queste ultime settimane in particolare – sta portando avanti una sorta di “mappatura informale” della presenza dei frammenti in quel quadrante della città.

“Quando si dice la cittadinanza attiva!”, ha commentato il Comitato dopo la comparsa dei cartelli al parco della Resistenza: “Da mesi i cittadini residenti nell’area investita dall’incendio dello stabilimento Inalca chiedono risposte chiare in merito all’infinita bonifica, ma l’amministrazione tace. Nessuna risposta, nessuna trasparenza, solo un silenzio assordante”.

“I nostri solerti amministratori sono un fiume in piena quando si tratta di tagliare nastri, annunciare la rinascita del centro storico (da un certo Lazzaro in poi un miracolo è considerato una violazione delle leggi della natura), esibirsi sui social (soffrono di ‘selfite cronica’), spacciare lucciole per lanterne e cavilli per cavalli, ma quando si tratta di dare risposte credibili ai cittadini, giustamente preoccupati per la loro salute (di amianto si muore!), di colpo sono afflitti da un mutismo patologico. Tacciono! Non parlano, neanche sotto tortura: davanti a una questione seria come la salute collettiva, improvvisamente cala il sipario”.

“In questo vuoto di informazione, qualcuno ha deciso di agire”, ha sottolineato il Comitato, attribuendo l’affissione dei cartelli a “cittadini esasperati”: “Un gesto che non ha nulla di incivile: è un atto legittimo di resistenza civica e civile, l’unico modo rimasto per tentare di proteggere la comunità”.

Il parco della Resistenza, ha ricordato il comitato, “è stato chiuso e riaperto più volte: tra annunci di fine lavori della ditta incaricata da Inalca di eseguire la bonifica e risultati mai chiariti, la storia si ripete. Nel frattempo, chi dovrebbe vigilare si limita a tacere. Come si dice? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Chiediamo, per l’ennesima volta, che sia fatta chiarezza sul cronoprogramma della bonifica (la terza) oggi in atto, stavolta a spese dei cittadini reggiani: non sarà affatto agevole recuperare l’importo (30.500 euro) che la giunta ha deciso di prelevare dal Fondo di riserva e destinare alle operazioni di bonifica, considerato che è iniziato il gioco dello scaricabarile tra le parti in causa”.