Reggio, al Mercato Campagna Amica di Coldiretti la mostra “Ortofrutta” con le foto di Savio

#flowers Mon petit chou 1500×1500 ph. Roberto Savio – CDRE

La frutta, la verdura, ma anche i legumi, i semi, i cereali, la pasta, il pesce, la carne, le uova, l’olio, le erbe aromatiche: sono questi i soggetti che popolano le fotografie di Roberto Savio, in mostra fino al 15 novembre al Mercato Campagna Amica del Tricolore di Coldiretti in corso Garibaldi 23/b a Reggio.

“Ortofrutta” è il titolo dell’esposizione fotografica, a cura di Alessandra Azzolini: un invito a osservare il cibo come un universo complesso fatto di oggetti e di valori estetici e culturali. Gli spazi del mercato che la ospitano sono aperti dal mercoledì al venerdì dalle 9 alle 15 e il sabato dalle 9 alle 22. L’iniziativa di Coldiretti Reggio è promossa da Analogic Friends.

Nei suoi scatti Savio mostra come nella rappresentazione visiva degli alimenti si intreccino la ricerca formale, l’indagine sulla materia prima, la stagionalità, la sostenibilità e la documentazione di un mondo in continua evoluzione.

Le venti fotografie a colori presenti in mostra, selezionate da diversi progetti, sono il frutto della ricerca condotta negli anni dal fotografo ed evidenziano la sensibilità dell’autore per i diversi temi toccati: “rawmaterial” del 2016, dedicato alle preparazioni e alle ricette; “magnifyseed” del 2023, sul mondo dei semi e dell’infinitamente piccolo; “vegetablestudy” del 2020-2022 sui colori degli ortaggi e su come la luce li restituisce agli occhi dell’osservatore; “flowers” del 2024, immagini a fondo nero ispirate dalle nature morte fiamminghe; “stereoscopicfood” del 2018, che applica la fotografia stereoscopica al cibo – in questo caso la fruizione dell’immagine richiede l’utilizzo degli occhiali 3D, per offrire al visitatore l’esperienza di una visione tridimensionale della frutta e della verdura, che sembrano fluttuare sospese, come in un sogno.

“Il titolo ‘Ortofrutta’ è chiaramente una provocazione”, spiega la curatrice Azzolini, “perché in questi still life non si compie un’attività mimetica e rappresentativa della realtà, ma un’operazione artistica e interpretativa di sublimazione dell’oggetto, che è anche altro da sé. Per l’autore, il termine invita a considerare i prodotti del mercato contadino come un universo di valori e di possibilità di sperimentazione, a partire dalle loro caratteristiche: le forme, le dimensioni, i colori, i sapori, i profumi…”.

Le nature morte di Roberto Savio, allora, “non sono il simbolo della caducità della vita, bensì l’invito a guardare il mondo con altri occhi, pieni di stupore di fronte alla bellezza del mondo naturale; in questo senso, la fotografia è l’occasione di avvio del processo conoscitivo, che non ha mai fine, come potenzialmente infiniti sono gli oggetti su cui lo sguardo e l’obiettivo dell’artista si posano”.



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