Arpae: nel 2024 a Reggio migliora qualità dell’aria

centro storico Reggio Emilia vista alto – CoRE

L’Arpae, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna, ha pubblicato il rapporto – relativo al 2024 – con le elaborazioni annuali dei dati sulla qualità dell’aria rilevati dalle centraline di monitoraggio sparse in tutta la regione.

Lo scorso anno i dati registrati dalle stazioni di monitoraggio collocate in provincia di Reggio sono risultati in linea con quanto rilevato a livello regionale, evidenziando un miglioramento della qualità dell’aria per quanto riguarda soprattutto la concentrazione del biossido di azoto. Nella sostanza, è stato osservato il totale rispetto dei limiti normativi definiti dal decreto legislativo 155/2010 per tutti gli inquinanti – fatta eccezione per l’ozono, che nel periodo estivo ha fatto registrare un numero di giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine superiore a quello consentito.

Per quel che riguarda le polveri sottili (PM10 e PM2.5), si può dire che le concentrazioni rilevate nel 2024 siano del tutto in linea con quelle rilevate nell’anno precedente. In particolare, nel mese di dicembre le concentrazioni sono risultate più basse rispetto a quanto atteso per il periodo invernale, senza registrare nessun superamento del valore limite nel mese.

Sono risultati sempre più frequenti gli episodi di trasporto di sabbia sahariana, che per l’Arpae possono essere scorporati ai fini del conteggio dei superamenti in quanto rappresentano un contributo naturale. Nel 2024, pertanto, i superamenti, al netto dello scorporo del contributo naturale derivante dall’arrivo di sabbia sahariana, sono stati i seguenti:

Per quel che riguarda il biossido di azoto (NO2), si continua a osservare una tendenza alla diminuzione delle concentrazioni (-10% su viale Timavo a Reggio nel 2024 rispetto all’anno precedente), aspetto considerato da Arpae “molto positivo” in quanto gli ossidi di azoto sono tra i principali precursori per la formazione di particolato di origine secondaria.

L’ozono, inquinante estivo di origine secondaria, rappresenta l’unico inquinante per il quale nel 2024 a Reggio non sono stati rispettati i limiti di legge: come ogni anno, anche nel 2024 questo inquinante, che si produce a partire da gas precursori e la cui produzione è favorita dalla radiazione solare e dalle alte temperature, ha fatto registrare numerose giornate di superamento del valore obiettivo per la salute, un numero circa triplo rispetto al massimo consentito.

In città e nelle indagini effettuate con il laboratorio mobile sono stati rilevati altri inquinanti primari, come il monossido di carbonio e il benzene, ma le loro concentrazioni risultano da molti anni ampiamente entro i limiti normativi. I valori massimi orari si rilevano nei mesi più freddi, questo anche in conseguenza delle emissioni a freddo generate dai veicoli che attraversano il centro cittadino.