Dal primo ottobre in vigore il Piano regionale per la qualità dell’aria: ecco tutte le limitazioni

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Da giovedì primo ottobre entrano in vigore in tutto il territorio le misure previste dal Piano aria integrato regionale (Pair) messo a punto dalla Regione Emilia-Romagna – di concerto con i Comuni capoluogo e in accordo con le altre Regioni della Pianura padana – per contenere gli inquinanti e migliorare la qualità dell’aria nel periodo autunnale e invernale, quello durante il quale sono più elevate le concentrazioni di polveri sottili Pm10 oltre i limiti consentiti dalla legge.

Queste misure resteranno in vigore fino al 31 marzo 2027.

Tra le novità più rilevanti, in seguito a un confronto tra le Regioni del bacino padano è stato sospeso il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel euro 5, che sarebbe dovuto entrare in vigore dal primo ottobre di quest’anno e che è stato invece rinviato di dodici mesi, al primo ottobre 2027.

Per compensare, sono state previste misure alternative per garantire una riduzione delle emissioni inquinanti “addirittura superiore a quella quantificabile con il blocco dei veicoli diesel euro 5”, secondo la Regione Emilia-Romagna: tra queste, l’accensione posticipata degli impianti termici a uso civile (i termosifoni), rinviata al primo novembre (ad eccezione di ospedali, scuole e case di cura) e il rafforzamento – nelle fasi emergenziali – delle limitazioni all’utilizzo degli impianti domestici a biomassa. Sempre durante le fasi emergenziali, viene ampliato di un’ora – dalle 8 alle 19 – l’orario in cui sono attive le limitazioni alla circolazione dei veicoli privati.

Confermato invece il sistema Move-in, una black box che consente ai veicoli sottoposti alle limitazioni di percorrere un numero massimo di chilometri annui (fissati in base alla categoria e alla classe emissiva del mezzo) al di fuori dei periodi emergenziali e delle domeniche ecologiche – quando dovranno comunque rimanere fermi in ogni caso.

Confermate anche le misure aggiuntive in caso di 25 superamenti complessivi del valore limite giornaliero di Pm10: più ricorso allo smart working, interventi più frequenti di pulizia delle strade e un sostanziale incremento dei controlli.

L’infografica

Piano regionale per la qualità dell'aria 2026-2027 della Regione Emilia-Romagna - infografica

Le misure

Il piano regionale prevede, dal primo ottobre 2026 al 31 marzo 2027, un divieto di circolazione valido dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 e la domenica (tutto il giorno) per le seguenti categorie di veicoli:

– a benzina Euro 0 (pre Euro), Euro 1, Euro 2;
– a Gpl/benzina e metano/benzina Euro 0, Euro 1 e Euro 2;
– diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4;
– ciclomotori e motocicli Euro 0, Euro 1 e Euro 2.

Di domenica e nelle giornate emergenziali stop anche ai veicoli diesel Euro 5. In caso di entrata in vigore delle misure emergenziali, il blocco della circolazione viene ampliato alla fascia oraria 8-19.

Arpae, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna, effettuerà rilevazioni ogni lunedì, mercoledì e venerdì, facendo scattare le eventuali limitazioni emergenziali – in caso di sforamento del limite di Pm10 per almeno tre giorni consecutivi – provincia per provincia fino al rientro dei valori di Pm10 nei limiti di legge.

Il divieto alla circolazione è sospeso in corrispondenza di eventuali scioperi che dovessero riguardare il trasporto pubblico locale nel Comune di Reggio Emilia e, salvo l’attivazione delle misure emergenziali, anche nelle seguenti giornate: primo novembre, 6-8-13-20-25-27 dicembre, 3 e 6 gennaio, 28 e 29 marzo – per Reggio Emilia si aggiunge anche il 24 novembre, giorno della festa del patrono San Prospero.

Per tutto il periodo compreso tra il primo ottobre 2026 e il 31 marzo 2027, in presenza di un impianto di riscaldamento alternativo è vietato l’utilizzo di stufe che utilizzano biomasse legnose (legna, pellet, cippato, altro) senza rispettare i valori emissivi previsti almeno per la classe 4 Stelle e/o con focolari aperti o che possono funzionare aperti. Durante le fasi emergenziali, il divieto si estende (a meno che non siano l’unica fonte di riscaldamento domestico) anche alle stufe che non rispettano i valori previsti almeno per la classe 5 Stelle.

Il Pair 2030 impone di non superare la temperatura di 19°C nei luoghi di residenza, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative associative o di culto, nelle attività commerciali (con deroghe per scuole, ospedali, case di cura, sedi di attività sportive), e di 17° C invece nei luoghi di attività industriali e artigianali.

Viene inoltre introdotto l’obbligo di certificazione conforme alla Classe A1 da parte di un organismo accreditato per i generatori di calore a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW.

Confermato anche l’obbligo di non tenere sempre aperte le porte di ingresso/uscita in esercizi commerciali ed edifici con accesso al pubblico, per evitare dispersioni termiche nelle fasi di riscaldamento e raffrescamento: sono esclusi da questo obbligo i luoghi dotati di dispositivi alternativi alle porte di accesso per l’isolamento termico degli ambienti.

È vietata qualsiasi forma di combustione all’aperto a scopo di intrattenimento (falò, fuochi d’artificio), ad eccezione dei barbecue: in deroga a questo divieto, sono consentiti due eventi, promossi o autorizzati dall’amministrazione comunale di riferimento, nell’ambito di festeggiamenti tradizionali, ma solo nel caso in cui non siano state attivate le misure emergenziali o i provvedimenti di dichiarazione dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, e alle condizioni previste dall’articolo 10, comma 1, del Decreto-legge 13 giugno 2023.

È inoltre vietata qualsiasi forma di combustione all’aperto di residui vegetali, stoppie e paglie anche per le superfici investite a riso, fatte salve deroghe a seguito di prescrizioni emesse dall’autorità fitosanitaria e nel rispetto delle modalità indicate dall’ente di gestione dei siti della rete Natura 2000.

Confermati anche il divieto di spargimento di liquami zootecnici e il divieto di concessione di deroghe a tale divieto previste dalla normativa regionale in materia di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, fatte salve quelle per sopraggiunto limite di stoccaggio – verificato dall’autorità competente. Sono escluse dal divieto le tecniche di spandimento con interramento immediato dei liquami, quelle con iniezione diretta al suolo e quelle specificate al paragrafo 11.1.3.7 della Relazione generale Pair 2030.

Al raggiungimento della quota dei 25 superamenti complessivi del valore limite di Pm10 nell’anno solare, alle misure già previste si aggiungono: il divieto di utilizzare generatori di calore alimentati a biomassa legnosa, in presenza di impianto di riscaldamento alternativo; il divieto assoluto di qualsiasi combustione all’aperto (fatte salve le prescrizioni fitosanitarie e, per Reggio Emilia, la sola deroga del 24 novembre per la festa di San Prospero); l’incremento dei controlli sulla circolazione stradale e sulla qualità dell’aria; il rafforzamento dello smart working nelle amministrazioni pubbliche e private, coordinate dal mobility manager d’area; il divieto assoluto di spandimento di reflui zootecnici nelle giornate di allerta emergenziale; l’intensificazione degli interventi di pulizia e spazzamento delle strade senza l’utilizzo di soffiatori.



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