La vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessora al welfare Elly Schlein ha presentato in commissione politiche per la salute e politiche sociali le linee principali e il percorso che affronterà il Piano sociale e sanitario: “È un documento che riscrive il piano, uno strumento di programmazione essenziale che vive attraverso tutte le istituzioni, le associazioni, il terzo settore e i cittadini. Il piano vuole riorientare le politiche rispetto ai nuovi bisogni e alle criticità e correggere ciò che ha funzionato meno bene”.
Il cronoprogramma di quello che la vicepresidente della commissione Francesca Maletti ha definito il “piano regolatore dei settori sociale e sanitario dell’Emilia-Romagna” prevede già da martedì 11 gennaio l’avvio degli incontri del percorso di ascolto partecipato del territorio per impostare i lavori dei prossimi mesi.
L’assessora Schlein ha parlato di presa in carico dei cittadini “multidisciplinare”, nell’ottica della prossimità e del welfare di comunità, come chiesto anche dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Prossimità, ha spiegato Schlein, “significa investire su territorializzazione e promozione di spazi collettivi per il recupero della dimensione relazionale. E poi c’è la partecipazione: vogliamo coinvolgere gli operatori, il terzo settore, i sindacati e i cittadini”.
Schlein ha invitato a partecipare agli incontri anche i consiglieri regionali. Sono tre le direttrici indicate dalla vicepresidente: qualificare la residenzialità, spazio a domiciliarità e telemedicina e case per persone non autosufficienti, condivisione di spazi e servizi (co-housing, senior housing). Altri punti fondanti saranno la lotta all’esclusione, la centralità del distretto e la domiciliarità delle cure.
L’obiettivo trasversale per la Regione, secondo Schlein, “è la riduzione delle diseguaglianze (sociali ed economiche, di genere e territoriali) e l’intervento a favore di persone giovani che hanno interrotto la socialità e i percorsi educativi, contro la povertà educativa, a sostegno di famiglie, minori e adolescenti, assicurando una rete di protezione estesa a tutto il territorio regionale. Il piano 2020 è stato un successo e disponeva di 4 milioni di euro, quello del 2021 è arrivato a finanziare interventi per 24 milioni”.
Il percorso partecipato prevede 15 incontri e sarà incentrato sulla discussione con i territori riguardo agli elementi da tenere e a quelli da innovare. Sono inoltre in programma altri dieci incontri con stakeholder, ad aprile e a maggio. La revisione riguarderà anche le 39 schede attuative, a cui se n’era aggiunta una quarantesima (sul contrasto alle diseguaglianze post-Covid). Al termine dell’iter è prevista l’approvazione: a luglio ci sarà la condivisione della prima bozza, e in estate in assemblea legislativa arriveranno il piano socio-sanitario e le schede attuative. Infine ci sarà la programmazione per distretti, che durerà fino al 2025.
Secondo la consigliera del Partito Democratico Palma Costi “è importante analizzare e capire cosa ha funzionato e cosa no. Sono emersi temi complessi. In vista dell’approvazione del piano chiediamo un atto di indirizzo condiviso tra giunta e assemblea. Il confronto, pertanto, è auspicabile che inizi subito in assemblea e in commissione. Oggi il tema più complesso è riuscire a costruire un piano che abbia gli strumenti per realizzare tutti gli obiettivi”.
Per il consigliere di opposizione Simone Pelloni (Lega) “gli obiettivi sono chiari a tutti. I consiglieri hanno partecipato ai piani di zona e ora servirebbe un’analisi sugli obiettivi non raggiunti. Comunque la Lega è disponibile a discutere delle strategie”.






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Ma è Vannacci o Alberto Sordi nei panni di Nando Mericoni?
Grande! Evviva l'a sè sore al cerchiobottismo!
...zzo! In effetti si sentiva il bisogno di una forza centrorifromistanèdidestranèdisinistra dalle radici democristianucole ma anche laiche però non troppo e che guardi alle reali