“Poveri comunisti”, Bernini umilia gli studenti. Arduini (Pd): “Parole gravi e inaccettabili”

Anna Maria Bernini UNU Bologna – RER

È diventato subito virale il video che immortala la ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini mentre, dal palco di Atreju (la manifestazione organizzata a Roma da Fratelli d’Italia), sbeffeggia apertamente alcuni giovani studenti universitari che, seduti in platea, avevano garbatamente interrotto il suo intervento per contestarla sul tema degli esami del cosiddetto “semestre-filtro” del corso di laurea in Medicina e chirurgia.

“Eccoci qua, ci sono i nostri amici contestatori. Vi stavamo aspettando, bravi! Facciamo un applauso ai nostri amici contestatori. Bravissimi! Posso fare una citazione storica? Sapete come diceva il presidente Berlusconi? Siete sempre e solo dei poveri comunisti!”, ha urlato Bernini al microfono: “Imparate ad ascoltare prima di contestare. Fatemi parlare. Questo dimostra tutta la vostra inutilità, siete inutili”.

Parole che per Maria Laura Arduini, presidente del Partito Democratico dell’Emilia-Romagna, “sono gravi, offensive e incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre la ministra Bernini. Definire dei giovani che chiedono chiarimenti e tutele come ‘poveri comunisti’ è un tentativo di delegittimare il dissenso, di ridicolizzare il confronto democratico e di svuotare di significato il diritto degli studenti a partecipare alle scelte che riguardano il loro futuro”.

“Le riforme si discutono, si migliorano, si spiegano, non si impongono dall’alto e non si difendono con la derisione”, ha aggiunto Arduini: “Il semestre-filtro solleva interrogativi seri sul diritto allo studio, sulle disuguaglianze sociali e territoriali, sul rischio di selezioni mascherate che colpiscono soprattutto chi ha meno risorse. Davanti a queste domande, una ministra dovrebbe rispondere con dati, ascolto e responsabilità, non con slogan e sarcasmo”.

“Chiediamo alla ministra Bernini – ha concluso la presidente del Pd emiliano-romagnolo – di fare un passo indietro sul piano delle parole e uno in avanti sul piano del confronto. Gli studenti non sono un problema da zittire, ma una risorsa da rispettare. Questa è la base di una democrazia matura. Tutto il resto è propaganda”.



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