Si può vivere senza click la quotidianità? In quale scenario si muovono oggi i giovani autori e contro quali ostacoli – o “mostri” – si trovano a combattere? Che differenza si prova nel passare dalla mondovisione al ritorno all’intimità della scrittura in studio? E poi la grande novità in cantiere, un libro per bambini: “La foresta che nessuno sa dov’è”. Ne parliamo con Giuseppe Anastasi, il nostro ospite di questa puntata di “Niente Chiacchiere. Storie che suonano”.
Tra gli autori di “Magica favola”, brano con cui Arisa si è classificata quarta al 76° Festival di Sanremo, Giuseppe Anastasi torna in radio e in digitale con il nuovo singolo “Titoli di coda”, estrapolato dal nuovo album “Canzoni senza click”: un lavoro intimo, sociale, politico, suonato senza metronomo, dove ogni brano segue solo il tempo che viviamo.
In un’epoca dove tutto è quantizzato, perfetto, iper-prodotto, quest’album è un manifesto musicale di libertà e imperfezione. Le canzoni sono nate tutte chitarra e voce, nel tentativo di restituire all’ascoltatore quella vibrazione autentica che spesso si perde nel processo digitale.
Nove tracce, tra cui brani acustici, momenti strumentali e testi che raccontano la vita, la società, la paura del futuro, ma anche la speranza che il tempo possa riservare cose positive.
Autore e cantautore italiano tra i più stimati della scena musicale contemporanea, nel corso della sua carriera Anastasi ha firmato oltre 200 canzoni, collaborando con artisti come Arisa, Noemi, Emma, Michele Bravi, Eros Ramazzotti, Paola Turci, Anna Tatangelo, Alexia, Francesco Baccini e Mietta. Vanta sette partecipazioni al Festival di Sanremo come autore, con due vittorie: la prima nel 2009 nella categoria Giovani con “Sincerità”, brano che ottiene anche il Premio della critica Mia Martini, e la seconda nel 2014 nella categoria Big con “Controvento”. Entrambi i brani sono stati interpretati da Arisa, per la quale ha scritto anche “La notte”, “Meraviglioso amore mio” e “L’amore è un’altra cosa”.
Come cantautore Anastasi debutta nel 2018 con l’album “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo”, che gli vale nello stesso anno la Targa Tenco come miglior opera prima e la Targa del Mei nella categoria “Indie Top”.
Dal 2004 è docente di metrica musicale e storia della canzone presso il Cet di Mogol.






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