Pd, inizia da Modena la rincorsa dei Riformisti. Ma Delrio: “Nessuna scissione”

Graziano Delrio convegno I Riformisti Modena – FB

Una delle minoranze interne del Partito Democratico, quella dei riformisti, inizia a compattare i ranghi in vista di un appuntamento non così lontano, tutto sommato: nel febbraio 2027, infatti, scadrà il mandato della segretaria nazionale Elly Schlein, e il Pd tornerà dunque presto a congresso.

L’area che gravita attorno al senatore reggiano Graziano Delrio, che ora ha anche un logo ad hoc (una sottile cornice rettangolare con dentro una scritta in maiuscolo: “I Riformisti”, appunto), si è ritrovata sabato 7 febbraio a Modena, a Palazzo Europa, per il convegno “Crescere tutti, crescere insieme. Mettere in agenda la lotta alla povertà”.

Il tema di giornata era la povertà, ma tra le righe il sottotesto è politico: l’area riformista non intende essere minoranza per sempre, anzi vuole tornare ad avere un ruolo di primo piano dopo essere stata di fatto schiacciata e messa in un angolo praticamente per l’intero mandato Schlein.

E un primo segnale è già stato lanciato qualche giorno fa: alla fine dell’ultima direzione nazionale del partito, undici esponenti della minoranza si sono astenuti al momento del voto sulla relazione della segretaria.

“Essere riformisti non significa essere moderati”, ha spiegato Delrio a Modena: “Vuol dire essere radicali nelle scelte, ma sapere che la realtà si trasforma pian piano coinvolgendo più gente possibile. Non basta indignarsi, bisogna coinvolgere”. E i possibili soggetti da coinvolgere sono molti: non solo l’Alleanza Verdi Sinistra di Bonelli e Fratoianni, non solo il Movimento 5 Stelle di Conte, ma anche la Casa Riformista di Matteo Renzi. Però i tempi stringono, le alleanze vanno concordate per tempo, e Delrio ha invitato a non aspettare l’ultimo momento.

L’alveo di riferimento dei riformisti, in ogni caso, resta senza dubbio quello del Partito Democratico, come ha precisato l’ex sindaco di Reggio. Nessuna ipotesi di scissione, dunque: “Non esiste”. “Da quando siamo nati”, rivendica Delrio, “non c’è mai stata una polemica, c’è stato solo il desiderio di contribuire: non bisogna avere paura di tante voci, bisogna avere paura quando queste voci non sono disponibili a confrontarsi e a trovare una sintesi”.



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