Lo ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna e candidato alla segreteria del Pd, Stefano Bonaccini, ospite di Tg1 Mattina, rispondendo alla domanda sulla proposta del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, di aggiungere la parola ‘lavoro’ nel nome del Pd
“Non credo che il nome sia un problema in questo momento, non penso che non ci votino per il nome perché ci chiamiamo Partito democratico, ci votano per le politiche che proponiamo o sappiamo fare e quindi io penso che il lavoro vada messo al centro, ma in questo momento mi interessa più la sostanza che la forma. Non vorrei che il nome fosse la forma mentre noi dobbiamo andare al cuore della sostanza”.
E ha aggiunto: “Io credo che debba essere un nuovo partito laburista che mette il lavoro, anzi i lavori al centro dell’impegno.
Dico lavori perché non c’è più un lavoro tradizionale, ci sono i precari, milioni di partite Iva o professionisti che abbiamo lasciato colpevolmente alla destra o a Giorgia Meloni quasi fossero tutti evasori fiscali, mentre io conosco un sacco di ragazzi e ragazze a partita Iva che non arrivano oggi a fine mese”.






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