Partito e alleanze, il Pd reggiano ha incontrato il vice di Letta

provenzano

Venerdì sera in collegamento da Roma il vicesegretario nazionale Peppe Provenzano, ex ministro per la coesione territoriale del Governo Conte, ha incontrato i segretari dei circoli del PD reggiano. Nelle settimane scorse i democratici reggiani sono stati impegnati nella consultazione nazionale degli iscritti voluta dal neosegretario nazionale Enrico Letta, annunciata al momento della sua elezione all’ Assemblea nazionale. I circoli si sono riuniti per discutere su un documento programmatico di 21 punti: salute e scienza, globalizzazione e solidarietà, voto ai sedicenni, ius soli e parità di genere, transizione ecologica e next generation eu sono solo alcuni dei punti su cui gli iscritti sono stati chiamati ad esprimersi. E ovviamente il tema del partito: prossimità, aree di pensiero e partecipazione interna. «Una enorme campagna di ascolto che ha visto partecipare a Reggio più di mille persone. Se pensiamo che le assemblee si sono svolte in modalità esclusivamente online è stato un enorme successo – spiega la segretaria provinciale Gigliola Venturini tracciando un bilancio – Al termine di ogni assemblea è stato redatto un verbale, inviato a Roma. Abbiamo poi pensato – prosegue la segretaria dem – a un momento di restituzione e condivisione con tutta la nostra comunità politica locale e nazionale: Letta ha messo al centro i segretari e loro hanno riportato il pensiero della nostra base».

La voce dei circoli è stata portata dalla segretaria del quarto circolo di Reggio Luisa Carbognani, da Marco Moscardini segretario di Correggio, da Davide Beddini di Rubiera, da Lucia Manfredi segretaria del circolo di Castelnovo Monti, da Francesco Nasi segretario di Albinea e dal segretario di Gualtieri Marco Lasagna: lo ius soli è una battaglia identitaria, necessaria la ridistribuzione della ricchezza per combattere la povertà e i bassi redditi di giovani e donne e la lotta alle diseguaglianze, necessario affrontare il tema della patrimoniale, centrale l’obiettivo della parità di genere, la transizione ecologica nel contesto europeo deve contare su una matrice sociale, il partito ha bisogno di sintesi tra i suoi pensieri, dialogare con gli altri corpi intermedi attivi nella comunità e le correnti non devono essere strumenti di potere. Riccardo Ghidoni, segretario provinciale dell’organizzazione giovanile, ha posto l’accento sul lavoro «non è pensabile che un rider non abbia tutele per la sua persona e la sua famiglia nell’offrire un servizio di lusso all’utente, come ricevere la cena pronta e calda a casa a due euro.

Lavorare meno, lavorare tutti sono parole ancora valide e non significano decrescita» e sull’identità del centrosinistra «il documento parla di volti: il giorno dopo l’elezione di Letta a Reggio abbiamo fatto un comunicato stampa congiunto insieme alle Sardine reggiane: entrambi crediamo che sia nostro dovere lavorare ad un centrosinistra che sia una casa comune». La parola finale è poi passata al vicesegretario nazionale, che ha ribadito che «il centrosinistra in tutto l’occidente ha confidato per troppo tempo che fosse il mercato a regolare da solo il benessere delle persone. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’azione di un grande partito progressista nei valori e riformista nel metodo deve essere la lotta alle diseguaglianze che con la pandemia si sono ulteriormente acuite: penso al divario tra centro e periferia, tra aree urbane e rurali, tra uomini e donne, tra giovani e anziani». Provenzano ha poi confermato l’impegno del PD con tutto il centrosinistra nella battaglia per la conquista dei diritti civili: in primis la legge Zan e lo ius soli «il Paese è più che pronto, da tempo ce lo sta dicendo, è una realtà di fatto, è il Parlamento ad essere in ritardo a causa del centrodestra, ma continueremo a batterci». La riflessione di Provenzano si è dedicata al tema del partito e delle alleanze, tema che ha inasprito il dibattito interno nelle settimane precedenti le dimissioni di Nicola Zingaretti: «Seguiamo il principio che solo quando la tua identità è definita, non hai problemi a dialogare. Quindi io, quando si parla dell’alleanza con il M5S, sono per un dialogo continuo in cui si considerino la possibilità di un’alleanza caso per caso, a seconda delle realtà. A noi sta a cuore un centrosinistra, profondamente e radicalmente riformato».

 

 

 



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu