Paroli: bisogna rifare lo stato sociale

paroli

Egr. Direttore,

viviamo un’epoca molto preoccupante su tutti i fronti della nostra vita, con enormi spese militari, guerre in diversi paesi, inquinamento del pianeta, razzismo, bollette di gas e luce triplicate, e questo Covid, con cure ambigue e crisi economica, ecc. ecc.

Mi soffermo sull’aspetto principale, cioè sulla crisi economica, sollevando non solo una diagnosi, ma anche una terapia.

La nostra crisi non è una crisi di carestia, ma è una crisi di sovraccumulazione di beni da vendere: andiamo alla miseria perché c’è troppa roba da vendere!

Che follia!

Allora voglio essere chiaro!

Il mercato che è l’essenza di questa economia non produce per chi ha bisogno, ma produce per chi può acquistare. Alcuni esempi, abbiamo migliaia di case invendute e c’è gente che non ha la casa…

Abbiamo migliaia di tonnellate di cereali invenduti e mezzo pianeta muore di fame, ecc. ecc.
Quindi se ci privatizzano (come lentamente stanno facendo) la sanità e diventa mercato, saranno curate solo quelle persone che dispongono di molti soldi.

Questa è la follia del mercato dove si insediano a gestire solo i succhiatori e affaristi.

La terapia è molto semplice e chiara: la sanità deve rimanere pubblica per non darla in mano agli affaristi, l’acqua deve rimanere pubblica, la scuola pubblica e anche la luce e il gas dovrebbero tornare pubblici com’erano parecchi anni fa.

E fare anche una politica sociale per le case popolari per i senza tetto.

Insomma, eliminare tutti i succhiatori della nostra libertà economica.

Loris Tonino Paroli

(Loris Tonino Paroli, originario di Castelnovo Monti, 78 anni, ha fatto parte del nucleo storico dell’appartamento di Reggio Emilia, entrando poi nelle Brigate rosse. Arrestato a Torino nel 1975, fu condannato a una pena di 16 anni di carcere. Oggi si dedica alla pittura).



C'è 1 Commento

Partecipa anche tu
  1. paolo

    Ha preso 16 anni per costituzione di banda armata e associazione sovversiva, ma per quanto scritto sopra in un paese democratico come il nostro rischia molto di più,
    probabilmente alle soglie degli ottant’anni è un rischio calcolato.


Invia un nuovo commento