Parmigiano Reggiano, si produce troppo: scatta il piano per frenare le forme

Parmigiano Reggiano forma al taglio ph. Luz

Il Parmigiano Reggiano corre troppo. La produzione è aumentata di oltre il 5% dall’inizio dell’anno e il Consorzio teme che il mercato non riesca ad assorbire tutte le nuove forme senza conseguenze sui prezzi e, soprattutto, sulla redditività di caseifici e allevatori.

Per questo l’assemblea generale dei consorziati, riunita a Reggio Emilia, ha approvato con il 97,9% dei voti il “Progetto Equilibrio”, un pacchetto di misure destinato a rallentare la crescita produttiva nel 2026 e nel 2027. Il principio è semplice: produrre oltre le quote assegnate diventerà più costoso.

Per i caseifici che supereranno i quantitativi previsti aumenterà infatti la contribuzione aggiuntiva, con penalizzazioni che nel 2027 potranno arrivare fino a 65 euro al quintale per gli sforamenti maggiori. Viene inoltre introdotta una trattenuta del 5% per chi vende le proprie quote aziendali all’esterno della filiera.

È un intervento che segnala un problema diventato ormai concreto. Nel 2025 la produzione aveva già raggiunto 4,19 milioni di forme, il 2,7% in più rispetto all’anno precedente. Parma resta la prima provincia produttrice con 1,391 milioni di forme, davanti a Reggio Emilia con 1,242 milioni, Modena con 918 mila, Mantova con 524 mila e Bologna con 115 mila.

Il punto critico è la distanza crescente tra produzione e capacità di assorbimento della domanda. Già nel 2025, mentre l’offerta aumentava, le vendite complessive avevano registrato una contrazione del 3,7%, particolarmente marcata sul mercato italiano, sceso del 9,7%. L’export aveva invece continuato a crescere del 3%, arrivando ormai a rappresentare più della metà delle vendite complessive.

Il Parmigiano Reggiano arriva quindi da una fase di quotazioni molto elevate, che ha spinto gli operatori ad aumentare la produzione. Ma proprio l’espansione dell’offerta rischia ora di mettere sotto pressione quei valori. Il Consorzio vuole evitare che l’eccesso di prodotto si trasformi prima in accumulo di scorte e poi in una discesa dei prezzi.

Il “Progetto Equilibrio” si inserisce nella politica di regolazione dell’offerta già adottata dalla Dop attraverso le Quote Latte Parmigiano Reggiano. Non si tratta dunque di bloccare la produzione, ma di renderne economicamente meno conveniente una crescita superiore a quella sostenibile dal mercato.

«Occorre fare un piccolo sacrificio per avere un grande beneficio nell’intera filiera», ha spiegato il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli. Parallelamente il Consorzio intende aumentare gli investimenti sul marketing e sui mercati internazionali e rafforzare i controlli sulla qualità.

Le nuove misure dovranno ora ottenere il via libera del ministero dell’Agricoltura, atteso entro la fine dell’anno. Il messaggio arrivato dall’assemblea resta netto: dopo anni di crescita e di prezzi record, per il Parmigiano Reggiano la priorità torna a essere l’equilibrio tra quanto si produce e quanto il mercato è disposto a comprare.



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